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“I Berlusconi vendono tutto”. Marina e Pier Silvio in crisi: la decisione tanto sofferta

Pubblicato: 18/06/2026 16:41

Un piano di spending review alta quota scuote le rotte private della galassia societaria più famosa d’Italia. Il bilancio di Alba servizi aerotrasporti, la celebre compagnia nota ai più come la “Air Berlusconi” deputata al trasferimento sui jet privati dei top manager e dei principali azionisti di Fininvest, si trova a fare i conti con i numeri. La società ha archiviato l’ultimo esercizio finanziario con un rosso pari a 3,378 milioni di euro. Un dato che, pur muovendosi in territorio negativo, rappresenta un netto miglioramento rispetto al passato recente, quando il deficit registrato aveva superato la preoccupante soglia dei 6 milioni di euro.

A fronte del disavanzo si registra una performance positiva sul fronte del fatturato, salito a quota 17,2 milioni di euro. Questo incremento è stato favorito in modo significativo dalle tasche degli stessi membri della famiglia: Marina e Pier Silvio Berlusconi, insieme agli alti dirigenti del gruppo, hanno incrementato l’esborso personale per coprire i propri viaggi di servizio, versando nelle casse della compagnia una quota complessiva di 878mila euro.

Il piano straordinario: addio ai due jet Hawker per contenere le perdite

Per raddrizzare la rotta e stabilizzare i conti, il management aziendale ha dovuto attuare una profonda ristrutturazione strategica che ha imposto un drastico ridimensionamento del parco velivoli a disposizione. All’interno del documento contabile si fa esplicito riferimento alla necessità di avviare “azioni straordinarie sulla flotta”, una manovra mirata a ottimizzare i costi fissi e a massimizzare l’efficienza dei singoli trasferimenti.

La flotta originaria comprendeva due jet Hawker, vettori di assoluto prestigio i cui prezzi di listino sul mercato oscillano generalmente tra i 7 e i 13 milioni di dollari, affiancati da un imponente Gulfstream G450 che la compagnia manteneva fino a quel momento in regime di sola gestione. I vertici societari hanno così deciso di vendere i due Hawker e di procedere contestualmente al riscatto definitivo e all’acquisto del Gulfstream, un aeromobile dal valore stimato intorno ai 13 milioni di dollari, reputato decisamente più spazioso e funzionale per le esigenze aziendali. Si è trattato di una mossa provvidenziale per la holding: gli analisti hanno infatti evidenziato che, senza questa parziale dismissione patrimoniale, il rosso d’esercizio avrebbe superato abbondantemente la soglia dei 5 milioni di euro.

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