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“Ahia, mi fa male!”. Sorelle scomparse, spunta l’ultimo audio scioccante di Alisya prima di scomparire

Pubblicato: 18/06/2026 20:27

Un audio notturno inviato agli operatori della struttura si trasforma nell’indizio chiave per decifrare il giallo di Alisya Di Giacinto, 16 anni, e di sua sorella Sarah, 12 anni, svanite nel nulla da undici giorni da Civitella Alfedena. Quella che inizialmente sembrava una normale richiesta di soccorso si è rivelata, secondo gli investigatori, la prima mossa di un piano di fuga studiato al millimetro. Mancavano pochi minuti alle 2 di notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno quando la sedicenne ha registrato un messaggio vocale inviato al personale della comunità, lamentando un malore improvviso: “Ho un forte mal di pancia, mi serve un farmaco”.

Queste parole, pronunciate con una calma apparente, secondo gli inquirenti della Procura di Sulmona non erano affatto una richiesta d’aiuto spontanea. Al contrario, l’audio sarebbe stato un astuto espediente utilizzato per monitorare la posizione e i movimenti degli educatori all’interno dell’edificio, assicurandosi che la via di fuga fosse libera prima di calarsi da una finestra.

Il giallo dei telefoni muti e la rabbia dei familiari

Poco dopo aver inviato quel messaggio, le due sorelle sono passate dalla stanza studio della casa famiglia ‘Ofh-Hope’, sono scese su una tettoia esterna e hanno raggiunto la strada principale portando con sé solo pochi trucchi e un cambio di vestiti. Da quel momento sui loro tre telefoni cellulari è calato il silenzio: i dispositivi risultano spenti e inattivi da circa 96 ore, complicando i tentativi di tracciamento elettronico. A rendere tutto più inquietante è il recente ritrovamento di un fermaglio per capelli rosso a circa 400 metri dalla struttura, lungo un sentiero montano del Parco nazionale d’Abruzzo, riconosciuto da un’amica della piccola Sarah.

La tensione attorno alle indagini è altissima e si riflette nelle parole dell’avvocato Enrico Mastantuono, legale della madre delle ragazze, Valentina D’Acunto. Il difensore ha denunciato con forza all’ANSA il cortocircuito comunicativo da parte degli inquirenti: «Come la mia assistita, anch’io continuo a essere informato sugli sviluppi della vicenda attraverso gli organi di informazione e non dagli inquirenti o dalle istituzioni».

Mentre il padre delle minori, Stefano Di Giacinto, ha lanciato un drammatico appello video ricordando che Sarah è celiaca e rischia una crisi medica senza la corretta alimentazione, i carabinieri battono le campagne del Cassinate. Si cerca di verificare la pista lanciata da Joseph, il fidanzato diciottenne di Alisya, convinto che le due sorelline si nascondano in un luogo protetto da una rete di parenti.

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Ultimo Aggiornamento: 18/06/2026 20:36

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