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Trump scarica l’Europa, l’affondo di Hegseth contro la Nato. Crosetto: “L’Italia ha rispettato gli impegni”

Pubblicato: 18/06/2026 20:42

Nuove tensioni tra Stati Uniti ed Europa all’interno della Nato. A Bruxelles, durante la riunione dei ministri della Difesa dell’Alleanza Atlantica, il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha lanciato un duro attacco contro alcuni alleati europei, accusandoli di non aver garantito pieno supporto agli Stati Uniti durante il recente conflitto con l’Iran. Parole che hanno provocato irritazione tra diversi Paesi membri e riaperto il dibattito sul ruolo dell’Europa nella difesa comune.
Hegseth ha inoltre annunciato una revisione di sei mesi della presenza militare americana nel Vecchio Continente, lasciando intendere che Washington potrebbe ridurre il proprio impegno qualora gli alleati non rispettassero gli obiettivi di spesa per la difesa concordati in sede Nato.

La minaccia di una revisione delle truppe Usa in Europa

Nel suo intervento davanti ai rappresentanti dei 32 Paesi dell’Alleanza, Hegseth ha ribadito la linea dell’amministrazione Trump, sostenendo che la Nato debba entrare in una nuova fase, definita dallo stesso segretario alla Difesa come “Nato 3.0”.

Secondo il capo del Pentagono, per troppo tempo molti Paesi europei hanno beneficiato della protezione americana senza investire adeguatamente nella propria difesa. Per questo motivo Washington avvierà una revisione strategica della durata di sei mesi per valutare il futuro dispiegamento delle proprie forze nel continente.

Hegseth ha chiarito che il contributo degli Stati Uniti all’Alleanza sarà sempre più legato al rispetto degli impegni finanziari assunti dagli altri membri. In caso contrario, ha avvertito, la partecipazione americana potrebbe progressivamente diminuire.

L’accusa agli alleati sulle basi militari durante la guerra con l’Iran

Particolarmente duro il passaggio dedicato ai Paesi che, secondo Hegseth, avrebbero limitato o negato l’utilizzo delle basi Nato durante le operazioni militari contro l’Iran.
Il segretario alla Difesa ha definito “vergognoso” il comportamento di quei governi che avrebbero ostacolato l’accesso delle forze armate americane a infrastrutture e corridoi aerei considerati essenziali per le operazioni.

“Avete messo in pericolo i figli e le figlie dell’America”, ha dichiarato, sostenendo che alcune decisioni abbiano compromesso la sicurezza del personale militare statunitense impegnato nel conflitto.
Dietro queste parole emerge anche la volontà americana di ottenere in futuro maggiori garanzie sull’utilizzo delle basi presenti sul territorio europeo.

La reazione degli alleati e il ruolo di Rutte

Le dichiarazioni di Hegseth hanno suscitato malumori tra numerosi partner europei. Alcune fonti diplomatiche hanno definito il discorso un “disco rotto”, ricordando come negli ultimi mesi molti Paesi abbiano già aumentato sensibilmente le spese per la difesa.

A cercare di abbassare i toni è stato il segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha sottolineato come gli alleati europei e il Canada abbiano incrementato di circa 90 miliardi di dollari i propri investimenti militari nell’ultimo anno.

Rutte ha ricordato che tutti i membri della Nato avevano raggiunto il precedente obiettivo del 2% del Pil destinato alla difesa, anche se alcuni Paesi sono successivamente tornati leggermente al di sotto di quella soglia.

Crosetto: “L’Italia ha rispettato tutti gli impegni”

A margine della ministeriale Nato è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha escluso qualsiasi riferimento all’Italia nelle critiche formulate dal collega americano.
Crosetto ha spiegato di aver incontrato Hegseth pochi giorni fa a Washington e ha assicurato che gli Stati Uniti non hanno mai espresso lamentele riguardo all’utilizzo delle basi presenti sul territorio italiano.

“Le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati”, ha affermato il ministro, precisando che eventuali contestazioni riguarderebbero altri Paesi.

Sul futuro della presenza americana in Europa, Crosetto ha dichiarato di attendere l’esito della revisione annunciata dagli Stati Uniti, ribadendo però che gli europei dovranno progressivamente assumersi maggiori responsabilità nella difesa del continente.

Il nodo delle spese militari

Il ministro italiano ha poi ricordato che il governo aveva già programmato un percorso graduale di aumento delle spese per la difesa, rallentato però dalle difficoltà legate ai vincoli di bilancio europei.

Secondo Crosetto, la Nato resta un’alleanza militare che richiede impegni concreti da parte di tutti i suoi membri. “Se si vuole far parte della Nato si rispettano gli impegni. Altrimenti si decide di stare fuori”, ha dichiarato.

Parole che evidenziano come il tema della difesa europea e del rapporto con gli Stati Uniti sia destinato a restare uno dei principali dossier politici e strategici dei prossimi anni.

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