
Un caso di dengue è stato accertato oggi a Bologna, nel quartiere di Borgo Panigale. Lo ha comunicato il Comune, che ha immediatamente attivato il protocollo sanitario previsto dalla Regione Emilia-Romagna per limitare il rischio di ulteriori contagi.
La dengue è una malattia virale trasmessa dalla zanzara tigre e, nella maggior parte dei casi, presenta un decorso benigno. La fase acuta dura generalmente circa una settimana, anche se dolori articolari e spossatezza possono protrarsi per diversi mesi. Non esiste una terapia specifica: il trattamento è principalmente sintomatico e finalizzato ad alleviare i disturbi.
Le zone interessate dagli interventi
Nel pomeriggio sono iniziate le operazioni di profilassi che prevedono trattamenti di disinfestazione adulticida e larvicida sia nelle aree pubbliche sia nei cortili privati.
L’area interessata comprende le vie:
- Carroccio
- Mameli
- Legnano
- Normandia
- Pontida
Gli interventi sulle strade pubbliche proseguiranno nelle ore notturne fino alla notte del 22 giugno, salvo rinvii in caso di pioggia o forte vento.
Il Comune invita residenti, amministratori di condominio, commercianti e gestori di attività produttive a consentire l’accesso agli operatori incaricati per effettuare i trattamenti e rimuovere eventuali focolai larvali presenti nei cortili e nelle pertinenze esterne.
Le raccomandazioni ai cittadini
Per contribuire a contenere la diffusione delle zanzare, l’amministrazione comunale raccomanda di:
- svuotare sottovasi, secchi e recipienti dove possa accumularsi acqua;
- trattare tombini e pozzetti con prodotti larvicidi specifici;
- evitare ristagni d’acqua su balconi, terrazzi e davanzali;
- mantenere chiuse le finestre durante le operazioni di disinfestazione notturna.
Cos’è la dengue e come si trasmette
La dengue non si trasmette direttamente da persona a persona, ma attraverso la puntura di zanzare del genere Aedes, in particolare la zanzara tigre, molto diffusa in Italia durante i mesi più caldi.
I sintomi più frequenti comprendono:
- febbre alta;
- mal di testa;
- dolori muscolari e articolari;
- nausea;
- eruzioni cutanee.
I casi autoctoni registrati negli ultimi anni in Italia sono generalmente collegati a persone che hanno contratto l’infezione all’estero e che, una volta rientrate nel Paese, possono favorire la trasmissione locale attraverso le zanzare presenti sul territorio.
Le autorità sanitarie sottolineano che il rischio per la popolazione resta basso, ma ricordano che la collaborazione dei cittadini nella lotta ai ristagni d’acqua è fondamentale per contenere la proliferazione della zanzara tigre e prevenire nuovi casi.


