
Per milioni di spettatori il suo volto era sconosciuto. Il suo lavoro, invece, era ovunque. Dietro alcune delle sitcom più amate della storia della televisione americana c’era James Burrows, morto all’età di 85 anni. Con la sua scomparsa si chiude una delle carriere più influenti della storia della tv, capace di attraversare oltre mezzo secolo di commedia e di plasmare il linguaggio stesso delle sitcom moderne.
Figlio dell’autore e regista teatrale Abe Burrows, James Burrows iniziò il proprio percorso tra teatro e televisione negli anni Settanta, affinando uno stile che sarebbe diventato inconfondibile: tempi comici perfetti, attenzione maniacale ai movimenti degli attori e una regia capace di valorizzare ogni battuta senza mai soffocarla. Fu tra i primi a innovare anche sul piano tecnico, contribuendo alla diffusione dell’utilizzo di quattro telecamere nelle riprese multicamera, una soluzione destinata a diventare uno standard per l’industria televisiva.
Da Cheers a Friends
La svolta arrivò nel 1982 con Cheers, la serie ambientata nel celebre bar di Boston che avrebbe cambiato per sempre la televisione americana. Burrows ne fu co-creatore insieme ai fratelli Charles e ne diresse quasi tutti gli episodi, trasformando quello che inizialmente sembrava un progetto destinato al fallimento in uno dei più grandi successi della storia della NBC.
Da quella esperienza nacque poi Frasier, altro fenomeno televisivo degli anni Novanta. Burrows ne firmò l’episodio pilota e contribuì a costruire una serie che avrebbe conquistato Emmy e ascolti per oltre un decennio. Ma il suo nome è legato soprattutto a produzioni che hanno segnato intere generazioni di spettatori.
Tra queste c’è naturalmente Friends, di cui diresse quindici episodi, compreso il celebre episodio del blackout della prima stagione. Un contributo fondamentale alla definizione del ritmo e dell’identità di una serie che sarebbe diventata un fenomeno globale. Ancora più totale fu invece il rapporto con Will & Grace: dal debutto nel 1998 fino al revival degli anni Duemila, Burrows diresse ogni singolo episodio della serie, un caso praticamente unico nella storia della televisione americana.
L’eredità del re delle sitcom
Nel corso della sua carriera lavorò anche a produzioni come Taxi, 3rd Rock from the Sun, Dharma & Greg, The Big Bang Theory e Two and a Half Men, diventando il punto di riferimento assoluto per chiunque volesse realizzare una commedia televisiva di successo.
Il suo palmarès racconta solo in parte la sua influenza: undici Emmy vinti e decine di nomination in oltre cinquant’anni di attività. Ma il vero lascito di James Burrows è forse un altro. È l’aver insegnato a generazioni di autori, attori e registi che una risata televisiva non nasce per caso. Va costruita con precisione artigianale, scena dopo scena, battuta dopo battuta.
Per questo, anche se il suo nome è rimasto spesso nell’ombra rispetto alle star che ha diretto, chiunque abbia trascorso una serata davanti a un episodio di Friends, Cheers, Frasier o Will & Grace ha incontrato il suo talento. Anche senza saperlo.


