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“Appesi a testa in giù”. Gay Pride, spuntano quelle immagini e si scatena di tutto

Pubblicato: 20/06/2026 20:25

Le immagini dei cartonati appesi a testa in giù hanno acceso immediatamente la polemica al Roma Pride 2026. Durante il corteo, alcune sagome raffiguranti leader politici e personalità pubbliche sono state esposte in modo provocatorio su uno dei carri della manifestazione, scatenando reazioni e critiche da parte del mondo politico.

A finire nel mirino sono stati Donald Trump, Elon Musk, Benjamin Netanyahu e Giulia Bongiorno, raffigurati a testa in giù sul fianco di un carro dell’associazione Gender X. Un allestimento che ha attirato l’attenzione dei partecipanti e generato un acceso dibattito sui social e nelle istituzioni.

Non è stato l’unico messaggio contestato durante la manifestazione. Sul retro dello stesso carro era presente anche una grande busta nera dell’immondizia con il simbolo delle radiazioni e il volto di Roberto Vannacci, accompagnato dalla scritta “Toxic Waste”, ovvero “rifiuto tossico”.

Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, alimentando lo scontro politico. In particolare, la presenza del volto della senatrice e avvocata Giulia Bongiorno tra le figure appese a testa in giù ha provocato una dura presa di posizione da parte della Lega.

La capogruppo leghista in Commissione Giustizia, Erika Stefani, ha espresso piena solidarietà a Bongiorno, definendo il gesto «grave e inaccettabile». Secondo l’esponente del Carroccio, il dissenso politico non dovrebbe mai trasformarsi in forme di delegittimazione personale o in rappresentazioni che evocano umiliazione e odio.

Le polemiche non hanno però oscurato completamente il significato della manifestazione, che anche quest’anno ha portato migliaia di persone nelle strade della Capitale per rivendicare diritti e uguaglianza. Il corteo è partito da Piazza della Repubblica per raggiungere le Terme di Caracalla attraversando il centro di Roma.

In testa alla parata era presente anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha ribadito la necessità di colmare il divario tra l’Italia e altri Paesi europei sul fronte dei diritti civili e delle tutele per la comunità LGBTQIA+.

Tra gli ospiti più attesi della giornata figuravano anche le cantanti Levante e Francesca Michielin, protagoniste di un’esibizione sul carro principale. Durante il percorso, davanti al Colosseo, si è svolta anche una proposta di matrimonio che ha emozionato i partecipanti.

L’edizione 2026 del Roma Pride si chiude così tra momenti di festa, rivendicazioni politiche e forti polemiche. A dominare il dibattito pubblico restano però le immagini dei cartonati esposti sul carro, destinate a far discutere ancora nelle prossime ore.

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