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Premio Strega, il caso Mari fa discutere: ora si valuta perfino l’esclusione

Pubblicato: 21/06/2026 10:59

Il Premio Strega entra nella fase più delicata e controversa dei suoi ottant’anni di storia. Al centro della bufera c’è Michele Mari, dato fino a pochi giorni fa come favorito per la vittoria finale con I convitati di pietra, che ora rischia addirittura di essere escluso dalla competizione dopo le polemiche per alcune frasi attribuitegli su Michela Murgia, la scrittrice scomparsa nel 2023.

Secondo quanto ricostruito da diverse testimonianze raccolte durante il tour dei finalisti, Mari avrebbe pronunciato commenti sull’aspetto fisico di Murgia durante un viaggio in pullman verso Bisceglie. Frasi che avrebbero provocato una reazione immediata da parte di Teresa Ciabatti, finalista con Donnaregina e amica della scrittrice fino agli ultimi giorni della sua vita.

Lo scontro sul pullman e la versione di Mari

La discussione sarebbe avvenuta davanti ad altri finalisti e a membri dell’organizzazione. Ciabatti avrebbe contestato duramente le parole dello scrittore, definendole inaccettabili e offensive. La vicenda è poi emersa pubblicamente nelle ore successive, trasformandosi rapidamente nel principale argomento di discussione attorno al premio letterario più prestigioso d’Italia.

Mari ha affidato la propria replica a una nota diffusa tramite Einaudi, sostenendo di non aver mai formulato giudizi sull’aspetto fisico di Michela Murgia e spiegando che il riferimento riguardava un vecchio episodio di incomprensione personale. Lo scrittore si è detto dispiaciuto per quanto accaduto e ha assicurato che non vi fosse alcuna intenzione di offendere la memoria dell’autrice.

Le sue parole, tuttavia, non hanno contribuito a spegnere le polemiche. La ricostruzione fornita dai presenti sarebbe infatti diversa da quella proposta dallo scrittore, alimentando ulteriormente la tensione.

Clima pesante tra i finalisti

Le conseguenze si sono fatte sentire immediatamente anche nel calendario degli appuntamenti pubblici dello Strega. Teresa Ciabatti ha deciso di non partecipare all’incontro di Francavilla al Mare, rientrando a Roma. Gli altri finalisti hanno evitato commenti pubblici, mentre il tour è proseguito in un clima descritto da molti osservatori come estremamente teso.

Tra gli scrittori prevale la prudenza. Pochissimi hanno preso posizione apertamente. Telefonate private, messaggi e confronti riservati sembrano aver sostituito qualsiasi discussione pubblica su una vicenda che coinvolge una figura molto amata come Michela Murgia e una delle istituzioni culturali più influenti del Paese.

Anche Marcello Fois, citato indirettamente nella vicenda, ha preferito mantenere una linea di cautela, limitandosi a ricordare il rapporto personale che lo legava sia a Mari sia a Murgia.

La Fondazione Bellonci valuta provvedimenti

Nel frattempo la Fondazione Bellonci, che organizza il Premio Strega, sta esaminando il caso. In una nota ufficiale ha ribadito che espressioni denigratorie e giudizi lesivi della dignità delle persone sono incompatibili con i valori del premio.

Parole che molti interpretano come il segnale di una possibile iniziativa disciplinare. Un’eventuale esclusione rappresenterebbe un precedente assoluto nella storia dello Strega e arriverebbe proprio nell’edizione che celebra gli ottant’anni del riconoscimento.

Gli scenari possibili prima della finale

Le ipotesi sul tavolo sono diverse. La prima prevede che Mari scelga di intervenire nuovamente con una presa di responsabilità pubblica, chiudendo la vicenda senza conseguenze sulla gara.

La seconda sarebbe un ritiro volontario dalla competizione, una soluzione che richiamerebbe il precedente storico di Pier Paolo Pasolini, che nel 1968 decise autonomamente di lasciare il premio.

La terza opzione, la più clamorosa, resta quella dell’estromissione decisa dalla Fondazione Bellonci. Un provvedimento senza precedenti che aprirebbe anche interrogativi regolamentari, perché non è chiaro se verrebbe escluso soltanto l’autore oppure anche il libro candidato.

Con la finale dell’8 luglio ormai vicina, il Premio Strega si trova davanti a una scelta destinata a lasciare un segno profondo nella sua storia. Per la prima volta il dibattito non riguarda i libri in gara, ma il confine tra libertà di espressione, responsabilità pubblica e rispetto della dignità delle persone.

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