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Sorelle scomparse, alla fine il fidanzato crolla e dice dove sono

Pubblicato: 21/06/2026 12:15

Le indagini sulla misteriosa scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 16 e 12 anni svanite nel nulla da Civitella Alfedena, arrivano a un punto di svolta drammatico che sposta l’intero asse dell’inchiesta. A squarciare il velo di silenzio che durava da quasi due settimane sono state le dichiarazioni spontanee e decisive del fidanzatino adolescente di Sarah. Il ragazzo, ex ospite della medesima casa famiglia, ha affrontato un lungo e teso interrogatorio davanti agli inquirenti come persona informata sui fatti, cedendo e rivelando i dettagli di un piano di fuga che ribalta completamente la tesi del rapimento o del tragico incidente nei boschi della Camosciara.

La confessione del giovane ha tracciato una linea investigativa chiarissima, confermando i sospetti iniziali delle forze dell’ordine su un allontanamento pianificato nei minimi dettagli. Secondo quanto rivelato dal fidanzato della sedicenne, le due minori non si sarebbero perse, ma si troverebbero attualmente in una località segreta, al sicuro e in compagnia di un parente stretto. Il ragazzo ha descritto l’esatta dinamica della fuga, scattata nella notte profonda tra le 2 e le 5 del mattino, spiegando come le sorelline abbiano percorso il sentiero che porta verso la Camosciara proprio per raggiungere il misterioso familiare, salire a bordo della sua auto e far perdere definitivamente le proprie tracce.

I telefoni muti e i reperti isolati nel bosco

Le parole del giovane hanno dato un senso logico anche ai rilievi scientifici effettuati dai carabinieri sul territorio. Proprio lungo il tragitto indicato nella confessione, i soccorritori avevano precedentemente individuato e repertato alcuni oggetti: il fermaglio di una delle due adolescenti, una maglia tecnica e un laccio nero. Elementi che, se prima sembravano i segni di una tragedia imminente, ora assumono il valore di conferme del passaggio delle due fuggitive verso il punto d’incontro stradale.

A muoversi dietro le quinte della vicenda c’è anche un intricato giallo tecnologico che i militari stanno tentando di decifrare attraverso l’analisi di tre utenze telefoniche intestate a figure chiave della cerchia familiare. Uno dei dispositivi in uso alle ragazze risulta infatti collegato a un soggetto vicinissimo al fidanzato di Alisya, mentre un altro è riconducibile al compagno della madre delle minori. I telefoni, rimasti inattivi e spenti per giorni, confermano la volontà ferrea di non farsi localizzare, mentre la compagna del papà – che per prima ha attivato l’associazione Penelope Abruzzo – continua a sperare in un passo indietro delle due sorelle.

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Ultimo Aggiornamento: 21/06/2026 12:42

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