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Chi è “El Tigre”, il neoeletto presidente della Colombia appoggiato da Trump

Pubblicato: 22/06/2026 07:44

La Colombia ha scelto il suo nuovo presidente al termine di un ballottaggio combattuto che ha attirato l’attenzione internazionale. A prevalere è stato un candidato che fino a pochi anni fa era considerato un outsider della politica, ma che nel corso della campagna elettorale è riuscito a costruire un forte consenso attorno a un programma basato su sicurezza, lotta alla criminalità e riduzione del peso dello Stato.
Il risultato segna una svolta per il Paese sudamericano, alle prese da decenni con problemi legati al narcotraffico, alla violenza armata e alle difficoltà economiche. Decisivo anche il sostegno ricevuto da importanti esponenti della destra internazionale, tra cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Vittoria al ballottaggio

Con il 49,67% dei voti, il candidato conservatore ha superato il senatore di sinistra Iván Cepeda, fermo al 48,69%, conquistando così la presidenza della Colombia.

Subito dopo la diffusione dei risultati, il vincitore ha celebrato il successo sui social pubblicando un messaggio simbolico accompagnato dall’immagine di una tigre e di un condor, animale che rappresenta la Colombia. Un riferimento al soprannome con cui è conosciuto da anni: “El Tigre”.

Solo successivamente è arrivata la conferma ufficiale: il nuovo presidente è Abelardo de la Espriella, 47 anni, imprenditore milionario e figura emergente della destra colombiana.

Da imprenditore a leader politico

Prima di entrare in politica, Abelardo de la Espriella era noto soprattutto per le sue attività imprenditoriali e per uno stile di vita particolarmente lussuoso. Nel corso della campagna elettorale ha però scelto di presentarsi come un candidato anti-establishment, sostenendo di aver lasciato una vita privilegiata per dedicarsi al futuro del proprio Paese.

Sposato e padre di quattro figli, ha costruito la sua immagine pubblica come uomo deciso e lontano dai tradizionali partiti politici, puntando molto sul contatto diretto con gli elettori e sulla comunicazione attraverso i social network.

Sicurezza e lotta ai narcotrafficanti

Uno dei temi centrali della sua campagna è stato il contrasto alla criminalità organizzata. Il nuovo presidente ha promesso una linea estremamente dura contro le organizzazioni criminali e i gruppi armati che operano sul territorio colombiano.

Le sue proposte hanno portato molti osservatori a paragonarlo al presidente salvadoregno Nayib Bukele, noto per la stretta contro le gang. De la Espriella ha parlato di una vera e propria guerra ai narcotrafficanti e ha annunciato la volontà di costruire nuove strutture detentive ad alta sicurezza per contrastare il fenomeno.

La sicurezza è diventata uno degli argomenti più discussi della campagna elettorale, soprattutto dopo il ritorno di una forte escalation di violenza in diverse aree del Paese.

Un programma economico liberista

Sul fronte economico, il nuovo presidente propone una ricetta basata sulla riduzione della spesa pubblica e sul ridimensionamento dell’apparato statale.

Tra gli obiettivi annunciati figura il taglio di circa il 40% della pubblica amministrazione, accompagnato da una maggiore apertura all’iniziativa privata. Secondo de la Espriella, la gestione dello Stato dovrebbe ispirarsi a quella di un’azienda efficiente, affidandosi a persone capaci di creare ricchezza e sviluppo.

Queste posizioni hanno spinto diversi analisti a paragonarlo anche al presidente argentino Javier Milei, con il quale condivide l’approccio fortemente liberista in materia economica.

Il sostegno di Trump e della destra colombiana

Nel corso della campagna elettorale, de la Espriella ha ricevuto il sostegno pubblico di Donald Trump, un endorsement che ha contribuito a rafforzarne l’immagine presso l’elettorato conservatore.

Dopo il primo turno ha inoltre ottenuto l’appoggio di una parte significativa della destra tradizionale colombiana, compreso l’ex presidente Álvaro Uribe, figura ancora molto influente nella politica nazionale.

L’alleanza tra queste diverse anime del centrodestra ha contribuito a consolidare il consenso necessario per conquistare la presidenza.

Il soprannome “El Tigre”

Nel Paese è conosciuto soprattutto come “El Tigre”, un soprannome che richiama la sua immagine di leader combattivo e determinato.

Durante i comizi elettorali è spesso apparso dietro vetri antiproiettile e ha utilizzato una comunicazione fortemente simbolica, facendo leva sui temi del patriottismo, dell’ordine e della sicurezza.

Con la sua elezione si apre ora una nuova fase per la Colombia, che dovrà affrontare sfide cruciali sul fronte economico, sociale e della sicurezza interna. Resta da capire se le promesse di cambiamento e di mano dura riusciranno a tradursi in risultati concreti per uno dei Paesi più complessi dell’America Latina.

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