
Nuova bufera su Alex Schwazer. Il marciatore altoatesino, campione olimpico della 50 chilometri di marcia a Pechino 2008, è risultato positivo all’Epo in un controllo antidoping effettuato in Germania dopo i campionati tedeschi di maratona disputati il 27 aprile scorso. La notizia è stata ufficializzata dalla NADA, l’Agenzia nazionale antidoping tedesca, che ha avviato un procedimento disciplinare nei suoi confronti.
Si tratta della terza positività nella carriera del 41enne atleta. La prima risale al 2012, quando fu trovato positivo all’Epo alla vigilia delle Olimpiadi di Londra, mentre nel 2016 venne coinvolto nel controverso caso legato alla presenza di metaboliti del testosterone, vicenda che ha dato origine a un lungo contenzioso giudiziario e sportivo.
Secondo quanto comunicato dalla NADA, la sostanza proibita sarebbe stata rilevata sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue prelevati dopo la gara in cui Schwazer aveva ottenuto una prestazione di rilievo, chiudendo la maratona di marcia in poco più di tre ore e stabilendo il miglior tempo italiano di sempre sulla distanza.
L’agenzia antidoping tedesca ha disposto una sospensione temporanea e ha trasmesso gli atti anche alla magistratura ordinaria, poiché in Germania il doping costituisce un reato penale. In caso di conferma definitiva della violazione, per Schwazer potrebbe profilarsi la radiazione dall’attività agonistica, un provvedimento raro ma previsto in presenza di reiterate infrazioni alle norme antidoping.
Per il pomeriggio di oggi è stata annunciata una conferenza stampa online convocata dalla storica manager dell’atleta, Giulia Mancini, dalla quale potrebbero emergere ulteriori dettagli sulla vicenda e sulla linea difensiva che Schwazer intende adottare.


