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Caldo record in Europa, Mercalli: “Senza il riscaldamento globale un’ondata così sarebbe stata impossibile”

Pubblicato: 24/06/2026 08:16

Temperature eccezionali, scuole chiuse in anticipo e milioni di persone costrette a fare i conti con un caldo soffocante. L’Europa è stretta nella morsa di una delle più intense ondate di calore degli ultimi anni, con la Francia tra i Paesi maggiormente colpiti e valori che in alcune aree hanno superato i 42 gradi.

A spiegare le cause e le conseguenze del fenomeno è Luca Mercalli, meteorologo e presidente della Società Meteorologica Italiana, che sottolinea come l’episodio sia strettamente legato al riscaldamento globale.

«Se non ci fosse il riscaldamento climatico, fenomeni di questa intensità sarebbero stati impossibili», afferma Mercalli. «A maggio siamo arrivati a toccare i 35 gradi a Londra. Un’ondata così persistente e anticipata era già qualcosa di inedito e, dopo poco più di quindici giorni, ci troviamo nuovamente in una situazione estrema».

Secondo l’esperto, il bilancio definitivo potrà essere tracciato soltanto alla fine dell’episodio, ma già oggi appare evidente la sua portata eccezionale. «Per intensità e durata parliamo di un evento notevole. L’anticiclone continuerà a interessarci ancora per circa una settimana».

Francia e Spagna nell’epicentro del caldo

L’Italia si trova in una posizione leggermente più marginale rispetto alle zone maggiormente investite dall’anticiclone africano, che si è esteso dal Marocco verso l’Europa occidentale.

«Francia e Spagna sono le aree più esposte», spiega Mercalli. «Anche nel nostro Paese abbiamo raggiunto temperature elevate, fino a 37-38 gradi, ma per il momento senza battere record assoluti».

«Non ci si abitua a 40 gradi di febbre»

Mercalli invita inoltre a non considerare il caldo estremo come una nuova normalità alla quale adattarsi senza conseguenze.

«Ci si può abituare ad avere la febbre a 40?», osserva. «La parola abituarsi ha una connotazione positiva, ma è difficile adattarsi a condizioni che si avvicinano ai limiti della sopravvivenza umana».

Le ripercussioni riguardano diversi settori, dall’agricoltura ai consumi energetici, fino alla salute pubblica. «Dovremo fare i conti con un peggioramento della qualità della vita, con una riduzione della produzione agricola e con un aumento della domanda di energia. E soprattutto con rischi sanitari importanti: il troppo caldo uccide molte persone, è un killer silenzioso».

Il ruolo delle emissioni di CO₂

Per il meteorologo non ci sono dubbi sull’origine del fenomeno. «Senza il riscaldamento globale le temperature estreme osservate in questi giorni sarebbero state di 3 o 4 gradi inferiori. Il cambiamento climatico rende le ondate di calore più frequenti, più intense e più durature».

Una conclusione sostenuta, ricorda Mercalli, dagli studi di attribuzione climatica, che confrontano l’attuale scenario caratterizzato dall’eccesso di anidride carbonica in atmosfera con un mondo privo dell’aumento delle temperature provocato dalle attività umane. «In quel contesto, ciò che stiamo osservando oggi non si sarebbe verificato».

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