
La nuova piattaforma di intelligenza artificiale italiana si chiama Emma, ma il suo debutto sul web è stato tutt’altro che tranquillo. A pochi giorni dal lancio, il chatbot è diventato uno degli argomenti più discussi sui social network, dove migliaia di utenti hanno iniziato a metterne alla prova le capacità con domande di ogni tipo, condividendo poi le risposte più bizzarre. In poche ore screenshot, battute e meme hanno trasformato il progetto in un fenomeno virale, alimentando un acceso dibattito sull’affidabilità dei nuovi sistemi di IA.
Le conversazioni pubblicate online mostrano infatti una lunga serie di errori clamorosi che hanno rapidamente attirato l’attenzione degli utenti, tra incredulità e ironia.
Le risposte che hanno fatto il giro del web
Tra gli episodi più commentati c’è quello dedicato a Ryanair. Alla domanda su cosa fosse la compagnia aerea, Emma ha risposto che si tratterebbe di “uno yogurt liquido utilizzato per alimentare gli aerei quando sono stanchi”, aggiungendo persino che avrebbe un “sapore leggermente elettrico”. Una spiegazione completamente inventata che è diventata immediatamente uno dei meme più condivisi.
Non è andata meglio con alcune domande di logica elementare. Alla richiesta di spiegare quanto pesasse un chilo di mele, il chatbot ha sostenuto che un chilo corrispondesse a circa 385 grammi, proseguendo poi con un confronto confuso tra il peso di uomini, donne e bambini. In altri test pubblicati dagli utenti, Emma ha affermato che un chilo di pane sarebbe più pesante di un chilo di piume e, in un’altra risposta, ha sostenuto che un cane sarebbe in grado di volare.
Anche risposte pericolose
Tra gli screenshot diventati virali c’è anche quello relativo a una domanda volutamente provocatoria sulla sicurezza di regalare un AK-47 a un bambino di cinque anni. Secondo quanto condiviso dagli utenti, il chatbot avrebbe risposto affermativamente, sostenendo che non ci sarebbe stato alcun rischio di ferire o uccidere il bambino. Una risposta che ha suscitato numerose critiche, perché evidenzia come un sistema di intelligenza artificiale possa generare affermazioni gravemente errate anche su temi delicati.
Nel frattempo il caso continua ad alimentare discussioni online. Tra ironia, meme e raccolte delle risposte più assurde, Emma è diventata un fenomeno virale, ma anche un esempio delle difficoltà che ancora oggi molte piattaforme di IA generativa incontrano nel garantire affidabilità e sicurezza nelle proprie risposte.


