Vai al contenuto

Venezuela, il “miracolo” dei telefonini: così gli Android hanno avvisato del terremoto trenta secondi prima

Pubblicato: 26/06/2026 07:38

Quando il devastante terremoto che ha colpito il Venezuela ha iniziato a propagarsi, migliaia di persone hanno ricevuto un messaggio sul proprio smartphone prima ancora di avvertire la scossa. Non una previsione del sisma, ma un sofisticato sistema di allerta sismica integrato nei dispositivi Android, capace di riconoscere le prime onde generate dal terremoto e avvisare chi si trova nelle aree ancora non raggiunte dallo scuotimento più violento. In alcuni casi il preavviso è stato di circa trenta secondi, un intervallo brevissimo ma sufficiente per consentire a molte persone di uscire dagli edifici o mettersi al riparo.

Come funziona il sistema di allerta di Android

Il meccanismo sfrutta l’accelerometro presente in tutti gli smartphone Android, lo stesso sensore che permette al telefono di ruotare automaticamente lo schermo. Quando il dispositivo, fermo su una superficie, rileva le caratteristiche della cosiddetta onda P, la prima onda sismica che si propaga dopo un terremoto ed è generalmente poco distruttiva, invia automaticamente ai server di Google un segnale accompagnato da una posizione approssimativa.

L’algoritmo confronta in tempo reale le segnalazioni provenienti da numerosi telefoni presenti nella stessa zona. Se i dati coincidono, riconosce che è in corso un vero evento sismico, ne calcola rapidamente posizione e intensità e invia una notifica agli utenti che si trovano lungo il percorso dell’onda S, quella molto più potente e responsabile dei danni maggiori. Il vantaggio nasce dal fatto che il messaggio viaggia attraverso la rete molto più velocemente delle onde sismiche.

Trenta secondi che possono salvare una vita

Durante il doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, diversi residenti hanno raccontato di aver ricevuto l’avviso prima dell’arrivo delle scosse più forti. Alcuni sono riusciti a uscire dalle abitazioni, altri a mettersi al riparo lontano da finestre e oggetti pericolosi.

Secondo gli esperti, anche pochi secondi possono fare una differenza enorme. Consentono infatti di interrompere attività rischiose, allontanarsi da strutture instabili o trovare rapidamente una posizione protetta. Il tempo di anticipo, però, dipende dalla distanza dall’epicentro: chi si trova molto vicino riceve un preavviso minimo, mentre chi è più distante può disporre di decine di secondi.

Non prevede i terremoti

È importante chiarire un punto: il sistema non è in grado di prevedere un terremoto. Nessuna tecnologia oggi può sapere con anticipo quando inizierà un sisma.

Gli smartphone rilevano il terremoto solo quando questo è già iniziato, individuando le prime onde sismiche e sfruttando il breve intervallo che precede l’arrivo di quelle più distruttive. Le notifiche vengono inviate soltanto per eventi di magnitudo pari o superiore a 4.5 e rappresentano uno strumento aggiuntivo di protezione, che non può sostituire edifici antisismici, reti di monitoraggio dedicate e piani di emergenza. oai_citation:3‡The Washington Post

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure