
Il ritratto pubblico di Roberto Vannacci si arricchisce oggi di dettagli finora inediti che svelano il lato più intimo e quotidiano dell’ex generale. Al di là della rigida postura militare e dell’attività politica istituzionale con il movimento Futuro nazionale, emerge la figura di un uomo spartano, metodico, profondamente legato a precise abitudini personali e refrattario agli eccessi del lusso. Dallo stile d’abbigliamento alle preferenze culinarie, fino alla gestione maniacale del proprio tempo e dei propri spazi, Vannacci applica alla vita civile e politica lo stesso pragmatismo e lo stesso spirito di adattamento che hanno caratterizzato la sua precedente carriera nelle Forze Armate.
L’enigma del ciondolo d’oro e i simboli del potere
Un elemento che ha destato particolare curiosità e che non era mai emerso con chiarezza prima d’ora riguarda ciò che l’ex generale indossa costantemente al collo. Si tratta di un’ascia bipenne d’oro, un monile che funge da vero e proprio amuleto e che simboleggia valori come la forza, il potere e l’audacia. Questo stesso pendaglio è sfoggiato anche da Massimiliano Simoni, figura chiave e numero due del partito. Al fine di evitare speculazioni o accostamenti di natura politica, dato che l’ascia bipenne è stata storicamente utilizzata alla fine degli anni sessanta come logo dal movimento Ordine Nuovo, Vannacci ha voluto fare una precisa puntualizzazione di carattere affettivo. Ha infatti chiarito che l’oggetto è semplicemente un regalo che la madre gli fece più di trenta anni fa. Il generale ha ricominciato a portarlo quotidianamente solo dopo la scomparsa della donna, rivendicando il gesto come un puro ricordo familiare, pur non avendo mai nascosto la sua nota simpatia per le imprese storiche della Decima Mas.
Dal punto di vista dell’immagine e dell’outfit, Vannacci predilige un approccio decisamente casual e pragmatico. Rifiuta categoricamente l’eleganza formale del doppiopetto, preferendo di gran lunga un blazer abbinato a una camicia candida rigorosamente senza cravatta, un look che lui stesso definisce scravattato. Per i momenti di maggiore relax o per i comizi sul territorio, l’ex generale si sente pienamente a suo agio indossando una comoda t-shirt blu scuro o nera, oppure una classica felpa tipica della generazione X, quasi sempre abbinata a un paio di jeans retti da una cintura marrone. Nelle grandi occasioni pubbliche e durante le sessioni ufficiali al Parlamento Europeo cede alla necessità del completo gessato, quasi sempre in tonalità blu navy, senza mai dimenticare di appuntare al bavero della giacca la spilletta d’ordinanza di Futuro nazionale, che raffigura un’ala tricolore stilizzata.
Un’altra particolarità del suo abbigliamento, notata anche durante l’importante Assemblea costituente della scorsa metà giugno, riguarda le calzature. Agli storici modelli di sneakers, Vannacci preferisce le Hey Dude, scarpe di tipo slip-on estremamente leggere e comode che rappresentano la nuova tendenza dell’outfit informale. Sul suo corpo non vi è alcuna traccia di tatuaggi, una scelta che affonda le radici nel passato, poiché quando entrò nelle Forze Armate era severamente vietato imprimere simboli sulla pelle, un precetto militare a cui è rimasto fedele nel corso degli anni. Anche sul polso non compaiono orologi di valore o di marchi di lusso, bensì un Garmin ad alta tecnologia, uno smartwatch dotato di GPS avanzato e torcia integrata che l’esponente politico utilizza costantemente per monitorare i suoi parametri di salute e le sue sessioni di fitness.
Riservatezza familiare e la centralità degli affetti
Nonostante la grandissima esposizione mediatica legata alla sua figura, Vannacci mantiene un rigido cordone di protezione attorno alla sua vita privata e ai suoi affetti più cari. La moglie Camelia e le due figlie, Elena e Michela, restano totalmente fuori dai riflessi della televisione e della cronaca politica. L’ex generale ha più volte definito le donne della sua famiglia come il vero motore della sua determinazione, confessando il dispiacere per il poco tempo che riesce a trascorrere insieme a loro a causa dei numerosi impegni correlati al suo nuovo ruolo pubblico, ma sottolineando come la loro presenza sia fondamentale per ricaricare la sua grande energia quotidiana.
Stoicismo urbano e lo spostamento a piedi
La filosofia di vita dell’ex militare si traduce a Roma in una routine quotidiana fatta di rigore e di totale assenza di sprechi. Vannacci è estremamente attento al denaro e detesta ogni forma di sperpero inutile. Quando si trova nella capitale alloggia in un albergo non distante dalla stazione Termini e rifiuta quasi sistematicamente l’uso dei taxi, preferendo muoversi esclusivamente a piedi per coprire le distanze urbane. La sua marcia quotidiana lo porta regolarmente fino alla sede nazionale del movimento in via in Lucina, situata proprio accanto al quartier generale di Forza Italia. Questo stoicismo si manifesta anche nel rifiuto degli ascensori, considerati meno salutari rispetto alle scale. Emblematico è l’episodio in cui ha respinto con durezza l’aiuto di un collaboratore che si era offerto di trasportare il suo trolley fino al terzo piano della sede del partito, rivendicando la totale autonomia fisica con un perentorio richiamo a sbrigarsela da solo.
Pur definendosi un uomo privo di tic nervosi, Vannacci ammette di avere alcune precise fisime caratteriali. Si descrive come una persona fondamentalmente disordinata, ma precisa che all’interno del proprio caos personale è in grado di rintracciare immediatamente qualsiasi oggetto. La sua tolleranza si azzera completamente quando qualcuno tocca o sposta i suoi effetti personali lasciati in giro, un’azione che gli fa perdere la pazienza in modo immediato. Un’altra consuetudine imprescindibile è quella della rasatura quotidiana della barba, un viso perfettamente liscio è per lui un biglietto da visita fondamentale, un dettaglio che richiama alla mente la nota avversione di Silvio Berlusconi per i volti coperti da peluria. Nella gestione dei rapporti con i suoi collaboratori, l’ex generale predilige la calma e va su tutte le furie se qualcuno dei suoi uomini alza i toni senza un valido motivo, preferendo applicare la regola della mente fredda e del lavoro a testa bassa.
Alimentazione da caserma e la passione per la griglia
A tavolo Vannacci non manifesta vizi o pretese da buongustaio raffinato, ma fa della flessibilità il suo principale punto di forza. Sostiene di non avere piatti che gli dispiacciano e di possedere una straordinaria capacità di adattamento a ogni tipo di cucina e di situazione logistica. Il suo regime alimentare predilige le cotture semplici e i sapori decisi, con una netta preferenza per le grandi grigliate, sia di carne sia di pesce. Non rinuncia facilmente a una Fiorentina o a una tagliata al sangue, che ama accompagnare con enormi porzioni di verdure crude, grigliate o cotte al forno. Quando si trova a Roma apprezza molto la tradizionale amatriciana, sebbene al primo posto delle sue preferenze gastronomiche rimangano i rigatoni conditi con il tipico ragù toscano. Al contrario, il consumo di dolci è ridotto al minimo indispensabile per mantenere intatta la forma fisica.
Sport estremi e la maratona della Versilia
L’attività fisica rappresenta un pilastro insostituibile nella giornata dell’europarlamentare, che spesso si isola dagli impegni della politica per fare jogging o per nuotare in mare aperto, come accaduto di recente in Sicilia durante le tappe del tour di Futuro nazionale. Nel fine settimana l’ex generale si rifugia nella sua amata Versilia, dove si sottopone a una durissima routine podistica che prevede un percorso fisso di ben ventitré chilometri, partendo da Viareggio fino ad arrivare alla frazione di Cinquale, nel comune di Montignoso in provincia di Massa-Carrara. La sua passione per lo sport esclude totalmente il calcio e si concentra invece sulle discipline acquatiche, sulla pesca subacquea, sul beach volley e sulla navigazione in barca a vela. Completano il quadro del suo tempo libero lo sci alpino e il paracadutismo, un’attività quest’ultima che lo riconnette direttamente alle sue storiche e indimenticate missioni da militare operativo.


