
Un appello diretto a Vladimir Putin, accuse gravissime contro i vertici dell’esercito russo e la minaccia di una possibile rivolta armata. È il contenuto del video pubblicato da Aleksandr Lunin, veterano della guerra in Ucraina e influencer molto seguito negli ambienti filorussi, diventato virale in poche ore con oltre 12 milioni di visualizzazioni. Il caso ha costretto il Cremlino a intervenire, pur mantenendo per ora un atteggiamento prudente.
Lunin sostiene di voler parlare direttamente con Putin, possibilmente in una trasmissione televisiva in diretta, per raccontare quella che definisce la “vera situazione” vissuta dai soldati russi al fronte. Nel suo messaggio denuncia presunte torture, estorsioni e violenze ai danni dei militari che si sarebbero rifiutati di eseguire ordini ritenuti suicidi, parlando anche di soldati che, a suo dire, verrebbero dichiarati dispersi per coprire presunti omicidi commessi dai comandanti. Reuters precisa che tali accuse, al momento, non sono state corroborate da prove indipendenti.
Il riferimento alla rivolta della Wagner
A preoccupare maggiormente il Cremlino sono però le parole con cui il veterano avverte che, in assenza di un confronto con il presidente russo, potrebbero verificarsi ammutinamenti e persino episodi in cui «l’esercito rivolgerà le armi contro il Cremlino». Un linguaggio che ha inevitabilmente richiamato alla memoria la rivolta guidata nel 2023 dal capo della compagnia Wagner, Yevgeny Prigozhin, la più grave sfida interna affrontata da Putin dall’inizio della guerra in Ucraina.
Successivamente Lunin ha attenuato i toni, spiegando di non voler attaccare personalmente Putin e sostenendo di essere soltanto il portavoce del malcontento presente tra numerosi militari e uomini delle forze di sicurezza. Nel mirino delle sue critiche finiscono soprattutto alcuni comandanti e i blogger patriottici, accusati di offrire un’immagine della guerra molto diversa da quella vissuta quotidianamente dai combattenti.
La risposta di Peskov
La replica del Cremlino è arrivata attraverso il portavoce Dmitry Peskov, che ha confermato di essere a conoscenza dell’esistenza del video ma di non averne ancora esaminato il contenuto. «Da quanto mi riferite contiene formulazioni piuttosto strane, quindi dobbiamo prima visionarlo», ha dichiarato, evitando di entrare nel merito delle accuse rivolte ai vertici militari.
Non è ancora chiaro se le autorità russe apriranno verifiche sulle dichiarazioni di Lunin o se il caso verrà rapidamente archiviato. Il video, intanto, continua a circolare sui social e rappresenta uno dei più clamorosi episodi di dissenso provenienti da un veterano della guerra dall’inizio del conflitto, riaccendendo l’attenzione sul malcontento che potrebbe covare all’interno delle forze armate russe.


