
La crescita di Roberto Vannacci non appare più come un fenomeno temporaneo. All’interno di Fratelli d’Italia si fa strada la convinzione che Futuro Nazionale possa diventare una componente stabile del centrodestra e che ignorarne il peso politico rischi di trasformarsi in un errore strategico. È questa valutazione che starebbe spingendo il partito di Giorgia Meloni a rivedere la linea seguita nelle ultime settimane, passando dal muro contro muro a un atteggiamento più prudente, senza però rinunciare alla competizione politica.
Secondo indiscrezioni provenienti dai vertici del partito, una rilevazione riservata accrediterebbe infatti Futuro Nazionale di un consenso vicino alla doppia cifra, attorno al 10%. Si tratta di dati non ufficiali, che vanno letti con cautela, ma sufficienti ad aprire una riflessione all’interno della maggioranza e a modificare i calcoli in vista delle prossime elezioni.
FdI rivede la strategia
Nella stessa rilevazione, Fratelli d’Italia resterebbe il primo partito del centrodestra con circa il 25%, ma sotto i risultati ottenuti alle Politiche del 2022 e alle Europee del 2024. La Lega scenderebbe invece sotto il 5%, mentre Forza Italia si collocherebbe intorno al 6%. Uno scenario che fotografa un centrodestra sempre più frammentato e nel quale la crescita di Vannacci rischia di ridisegnare gli equilibri dell’intera coalizione.
Per questo motivo, tra i dirigenti di FdI starebbe prendendo quota la convinzione che sia necessario evitare di rompere definitivamente i rapporti con l’ex generale. La linea sarebbe quella di continuare a contestare le scelte parlamentari di Futuro Nazionale, spesso accusato di votare insieme alle opposizioni, ma senza precludere la possibilità di una futura convergenza programmatica.
I primi segnali sarebbero già arrivati sul piano della comunicazione. Da una parte Fratelli d’Italia continua a rafforzare il proprio profilo identitario, rilanciando temi come il “prima gli italiani” nelle politiche abitative; dall’altra alcuni esponenti di primo piano hanno adottato toni decisamente più concilianti nei confronti di Vannacci.
In questa direzione sono state lette anche le dichiarazioni del capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, che ha parlato della possibilità di individuare, in futuro, “un punto di prospettiva comune”, pur ritenendo prematuro discutere oggi di eventuali accordi politici.
Restano le divisioni nel centrodestra
Il possibile riavvicinamento, tuttavia, incontra resistenze importanti. La Lega, che vede in Vannacci un concorrente diretto sul proprio elettorato, continua a respingere qualsiasi ipotesi di collaborazione. Ancora più netta la posizione di Forza Italia, dove resta forte l’opposizione all’ingresso dell’ex generale nella coalizione.
Nemmeno Futuro Nazionale sembra avere particolare interesse ad accelerare. Il movimento punta infatti a consolidare la propria autonomia politica, cercando consenso non solo nell’elettorato tradizionale della destra, ma anche tra i delusi e gli antisistema. Una strategia che, almeno finché i sondaggi continueranno a premiarlo, appare destinata a proseguire.
Sul tavolo resta infine anche il confronto sulla data delle prossime elezioni politiche. Giorgia Meloni continua a preferire un voto anticipato nella primavera del 2027, mentre la Lega insiste per arrivare alla conclusione naturale della legislatura. Ma proprio la crescita di Vannacci potrebbe rendere questa scelta sempre più difficile: più passeranno i mesi, maggiore potrebbe essere il peso elettorale di Futuro Nazionale e più complesso diventerà per il centrodestra trovare un nuovo equilibrio.


