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Meteo, dopo il caldo record arrivano i temporali: “A luglio ancora caldo sopra la norma”

Pubblicato: 29/06/2026 06:59

Il caldo record non è destinato a chiudersi davvero con la fine di giugno. Dopo giorni segnati da temperature molto alte e da notti difficili, l’Italia si prepara a una fase più instabile, con un calo termico accompagnato però dal rischio di temporali violenti. A spiegarlo è il meteorologo Bernardo Gozzini, direttore del laboratorio Lamma, secondo cui la tregua sarà solo temporanea: luglio resterà con temperature superiori alla media.

Il quadro conferma una tendenza ormai strutturale. “Le nostre estati hanno guadagnato 2 gradi rispetto a cinquant’anni fa”, osserva Gozzini, sottolineando come le altre stagioni non si stiano riscaldando con la stessa rapidità. Il cambiamento, spiega, ha trasformato il modo stesso di vivere l’estate: “Le estati di una volta non torneranno più. A Firenze da ragazzi andavamo al cinema all’aperto e col biglietto ci davano la coperta. Per tornare in motorino mettevamo il giubbotto. Oggi sarebbe inimmaginabile”.

Il calo delle temperature e il rischio temporali

Nei prossimi giorni è atteso un abbassamento delle temperature, ma non immediatamente risolutivo. Martedì e mercoledì il calo sarà contenuto, con valori che passeranno dai 38 gradi degli ultimi giorni a circa 34-35. La svolta più netta arriverà giovedì, quando in alcune zone si potrà scendere sotto i 30 gradi. Ma proprio questo passaggio, avverte Gozzini, dovrà essere seguito con attenzione.

Il motivo è lo scontro tra aria più fredda in quota e un’atmosfera ancora rovente, carica di umidità dopo giorni di forte evaporazione. “Ci aspettiamo temporali molto forti”, spiega il meteorologo, indicando come aree più esposte le Alpi e l’Appennino centrale, in particolare tra Toscana, Umbria e Abruzzo. Le prime avvisaglie, aggiunge, si sono già viste in Piemonte, anche nell’area di Torino.

La pausa, però, non durerà a lungo. Dopo il 2 luglio è prevista una nuova risalita delle temperature. “Ci farà tornare sopra ai 30 gradi da sabato e ci porterà a 33-34 a partire da domenica”, afferma Gozzini. Non sarà, secondo le previsioni, un’ondata eccezionale come quella appena vissuta, ma confermerà un luglio destinato a restare caldo. L’ondata di fine giugno, ricorda il meteorologo, è stata anomala soprattutto per la sua durata: oltre dieci giorni con punte fino a 38 gradi, contro una media stagionale di 29-30.

Luglio sopra media e notti sempre più calde

Anche per il resto del mese lo scenario non cambia molto. Le ondate di calore sono sempre più frequenti e, secondo Gozzini, è prevedibile che si ripresentino anche nelle prossime settimane. Le proiezioni di Météo France e del centro europeo per le previsioni indicano ancora afflussi di aria calda dall’Africa, mentre gli anticicloni delle Azzorre, un tempo più presenti sull’Europa, sembrano ormai sempre meno capaci di raggiungere stabilmente il continente.

Le temperature potranno tornare a toccare i 36 gradi, soprattutto sull’Europa occidentale e sul Nord Italia, mentre il Sud potrebbe risultare in parte più riparato. Il problema non sarà soltanto il caldo diurno, ma anche quello notturno. Il mare, ormai molto caldo, non riesce più a svolgere il ruolo mitigatore che aveva in passato. “Neanche d’inverno l’acqua si è davvero raffreddata e oggi il Tirreno ha circa 5 gradi oltre la norma”, osserva Gozzini.

È questo uno degli aspetti più pesanti per la salute e per la qualità della vita: senza il raffreddamento notturno, il corpo recupera peggio, soprattutto nelle città e tra le persone più fragili. Un tempo, ricorda il meteorologo, per passeggiare in spiaggia la sera poteva servire una felpa. Oggi, invece, nemmeno il mare garantisce più quella frescura capace di rendere le notti sopportabili.

Il cambiamento climatico, conclude Gozzini, sta trasformando l’estate in una stagione sempre più difficile da affrontare. I fenomeni estremi, come alluvioni e temporali violenti, colpiscono per la loro drammaticità immediata. Ma in termini di vittime, avverte il meteorologo, le ondate di calore hanno un impatto molto più esteso, perché interessano intere nazioni e colpiscono soprattutto anziani, malati e persone fragili. “L’estate in effetti sta diventando una stagione da cui difendersi”.

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