
Tragedia a Beolo, frazione di Conselve, in provincia di Padova, dove don Gianni Masin, sacerdote di 84 anni, è stato trovato morto nella mattinata di sabato all’interno della canonica accanto alla chiesa in cui aveva svolto il suo ministero per molti anni. Secondo i primi accertamenti, il decesso sarebbe stato causato da un colpo di calore, favorito dalle temperature eccezionalmente elevate di questi giorni.
L’allarme dei parrocchiani
A destare preoccupazione è stato un parrocchiano residente nelle vicinanze, che ha notato le luci dell’appartamento ancora accese e le persiane della camera da letto abbassate nonostante fosse ormai mattina inoltrata.
Dopo aver tentato inutilmente di contattare il sacerdote, è stato avvisato l’arciprete di Conselve, don Claudio Zuin, parroco anche della comunità di Beolo. Giunto sul posto con le chiavi della canonica, il sacerdote ha trovato la porta chiusa dall’interno ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco.
Una volta forzato l’ingresso, i soccorritori hanno rinvenuto don Masin riverso sul pavimento. Il personale sanitario del Suem non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.
L’ipotesi del colpo di calore
Le prime valutazioni fanno ritenere che la morte sia avvenuta per cause naturali, con un probabile colpo di calore aggravato dalle elevate temperature registrate negli ultimi giorni.
La canonica non disponeva di un impianto di aria condizionata. L’anziano sacerdote cercava di alleviare il caldo utilizzando due ventilatori, trovati ancora in funzione insieme alle luci della stanza. Per questo motivo non è stata ritenuta necessaria l’autopsia.
Una vita dedicata alla Chiesa e all’insegnamento
Don Gianni Masin aveva iniziato il proprio percorso sacerdotale nella Congregazione delle Scuole di Carità dei Padri Cavanis. Laureato in Lettere moderne, aveva insegnato e ricoperto anche l’incarico di preside in Toscana.
A metà degli anni Novanta era entrato nel clero della diocesi di Padova, assumendo la guida della piccola parrocchia di Beolo e svolgendo contemporaneamente il servizio di cappellano presso l’ospedale e la casa di riposo di Conselve, incarichi mantenuti per oltre vent’anni.
Negli ultimi anni aveva lasciato gli incarichi pastorali principali, continuando però a collaborare con le parrocchie della zona.
Il ricordo della comunità
Chi lo conosceva lo descrive come una persona riservata ma profondamente dedita al proprio ministero. Lo scorso anno era stato colto da un lieve malore durante una celebrazione religiosa, episodio che si era risolto senza conseguenze gravi.
«Lo avevo visto mercoledì scorso in Duomo per la messa feriale», ha ricordato l’arciprete don Claudio Zuin, sottolineando come, nonostante l’età avanzata e qualche acciacco, don Masin avesse scelto di continuare a vivere autonomamente nella canonica.
Oltre all’attività pastorale, era conosciuto anche per la sua passione per la letteratura e per le numerose pubblicazioni realizzate nel corso della sua vita. La sua scomparsa lascia un profondo vuoto nella comunità di Beolo e di Conselve, che per oltre venticinque anni lo ha avuto come punto di riferimento spirituale.


