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“Lenzuola bagnate e…”. Caldo folle in Italia, cosa succede negli ospedali: è emergenza

Pubblicato: 29/06/2026 17:58

L’ondata di caldo estremo che sta interessando gran parte dell’Italia continua a mettere sotto pressione il sistema sanitario. Nonostante l’aumento degli accessi ai Pronto soccorso, la rete dell’emergenza-urgenza sta riuscendo a reggere l’impatto, anche se gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione nelle prossime settimane.

Secondo i dati diffusi dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu), gli ingressi nei Pronto soccorso sono aumentati di circa il 15% rispetto alla norma. Un incremento significativo ma, al momento, considerato gestibile grazie all’esperienza del personale sanitario.

Il presidente di Simeu, Alessandro Riccardi, sottolinea che la situazione è attualmente sotto controllo, ma avverte che un prolungamento delle alte temperature potrebbe determinare un ulteriore aggravamento. Medici e infermieri, spiega, sono ormai abituati a lavorare in condizioni di forte pressione, anche grazie all’esperienza maturata durante la pandemia.

Le prime criticità, tuttavia, sono già evidenti in alcuni ospedali. Tra questi figura l’Ospedale Maria Vittoria di Torino, una struttura che registra ogni anno circa 80 mila accessi al Pronto soccorso, dispone di 300 posti letto e gestisce quotidianamente oltre 70 ambulanze.

Per fronteggiare gli effetti delle temperature elevate, il personale sanitario ha adottato misure specifiche per raffreddare i pazienti più colpiti. Tra gli interventi utilizzati figurano flebo conservate a 4 gradi e l’impiego di lenzuola bagnate, sistemi che aiutano ad abbassare rapidamente la temperatura corporea nei casi più delicati.

A Napoli, invece, l’emergenza assume caratteristiche differenti. Secondo Mario Guarino, direttore del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) e vicepresidente Simeu, non si registra un aumento significativo dei colpi di calore, ma cresce il numero di pazienti affetti da patologie croniche che subiscono un peggioramento a causa delle alte temperature.

Tra le categorie più vulnerabili ci sono soprattutto gli anziani soli, spesso con difficoltà economiche e sociali. Molti arrivano in ospedale in condizioni di disidratazione o dopo un aggravamento delle proprie malattie, evidenziando quanto il caldo rappresenti un rischio concreto per le persone più fragili.

Per gli specialisti della Simeu, questa situazione conferma anche il ruolo sociale svolto dai Pronto soccorso, che non rappresentano soltanto il primo punto di assistenza sanitaria, ma anche un osservatorio privilegiato sulle condizioni di vulnerabilità presenti nel territorio e sulle difficoltà vissute da molte persone.

Nonostante il sistema continui a garantire l’assistenza, il personale sanitario evidenzia come il lavoro resti estremamente impegnativo. Turni lunghi, carichi elevati e temperature eccezionali mettono a dura prova medici e infermieri, mentre gli esperti ribadiscono la necessità di adottare tutte le precauzioni possibili per limitare gli effetti dell’ondata di caldo sulla popolazione.

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