
Giorgia Meloni guarda già oltre la prossima legislatura e mette sul tavolo l’obiettivo politico più ambizioso: portare il centrodestra al Quirinale. Secondo quanto emerge da indiscrezioni provenienti dall’area di governo, la presidente del Consiglio starebbe valutando una strategia di lungo periodo che, in caso di vittoria alle prossime elezioni politiche, potrebbe condurla alla successione di Sergio Mattarella. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di Alfredo Mantovano come possibile alternativa per il Colle o come successore a Palazzo Chigi.
L’idea arriverebbe in una fase politicamente delicata per la premier, alle prese con la crescita nei sondaggi di Roberto Vannacci e con gli interrogativi sugli equilibri futuri della coalizione. In quest’ottica, la prospettiva di una presidenza della Repubblica espressione del centrodestra diventerebbe anche uno strumento per ricompattare l’elettorato e rilanciare la sfida politica in vista del voto.

Il piano per il Colle e la possibile staffetta con Mantovano
Lo schema ipotizzato prevede che Meloni, dopo un eventuale successo alle elezioni, rimanga a Palazzo Chigi fino alla conclusione del mandato di Mattarella. A quel punto potrebbe candidarsi al Quirinale, con l’obiettivo di diventare la prima donna presidente della Repubblica.
Qualora questo percorso si concretizzasse, la guida del governo potrebbe passare ad Alfredo Mantovano, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e tra i collaboratori più fidati della premier. Mantovano viene indicato anche come possibile candidato al Colle nel caso in cui la candidatura di Meloni non dovesse prendere forma.
La legge elettorale e il rapporto con Vannacci
La strategia si intreccia inevitabilmente con il dibattito sulla nuova legge elettorale. All’interno della maggioranza, infatti, resta aperta la riflessione sull’opportunità di modificare il sistema di voto oppure mantenere l’attuale Rosatellum.
Secondo questa impostazione, conservare l’attuale legge potrebbe offrire maggiori margini al centrodestra anche nell’elezione del prossimo capo dello Stato, consentendo eventuali intese parlamentari con altre forze dell’area conservatrice, compresa quella guidata da Vannacci, anche senza una coalizione formalizzata.
Parallelamente, Fratelli d’Italia continua a osservare con attenzione la crescita di Futuro nazionale, che negli ultimi sondaggi ha superato la Lega, alimentando le preoccupazioni per gli equilibri interni alla coalizione. La linea della premier resta quella già ribadita pubblicamente: un voto a Vannacci rischierebbe di indebolire il centrodestra di governo e favorire indirettamente il centrosinistra.
Proprio anche alla luce di queste valutazioni, l’approvazione della nuova legge elettorale avrebbe subito un rallentamento e, secondo le ultime indicazioni provenienti da Palazzo Chigi, potrebbe slittare all’autunno, quando il tema tornerà al centro del confronto tra i leader della maggioranza.


