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“Sarà presidente dopo Mattarella”. Quirinale, il centrodestra ha scelto: colpo di scena

Pubblicato: 01/07/2026 09:08

Le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno riacceso il dibattito sulla futura corsa al Quirinale. Intervenendo a Quarta Repubblica, su Rete 4, la premier ha sostenuto che l’ipotesi di un presidente della Repubblica di centrodestra non debba più essere considerata un tabù, alimentando così le prime riflessioni sui possibili candidati in vista dell’elezione del Capo dello Stato prevista nel 2029.

L’intervento della leader di Fratelli d’Italia ha immediatamente acceso il confronto politico e mediatico, con la pubblicazione delle prime liste dei possibili “quirinabili”. Tra i nomi che vengono indicati figurano esponenti di primo piano della maggioranza, mentre dal centrodestra arrivano inviti a considerare naturale che una coalizione di governo inizi a ragionare anche sulla futura successione al Quirinale.
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Fini: «Non deve pensare al Quirinale?»

A intervenire sul tema è anche Gianfranco Fini, che sulle pagine del Foglio critica le reazioni delle opposizioni alle dichiarazioni della presidente del Consiglio.

«Ma secondo lei il primo governo con un premier di destra, con il primo partito della coalizione di destra, non deve pensare al Quirinale? Sono sinceramente sconfortato dalla banalità delle reazioni a una domanda posta in maniera intelligente», afferma l’ex presidente della Camera, respingendo le critiche arrivate dal centrosinistra dopo le parole di Giorgia Meloni.

Le dichiarazioni di Fini si inseriscono in un dibattito destinato a proseguire nei prossimi anni, anche se l’elezione del prossimo presidente della Repubblica resta ancora distante.

I nomi in campo nel centrodestra

Tra le ipotesi che circolano, il primo nome è proprio quello di Giorgia Meloni. Secondo Gianfranco Rotondi, la presidente del Consiglio rappresenterebbe una candidatura tutt’altro che impossibile.

«Sicuramente Meloni capo dello stato parte con gli sfavori dei precedenti, ma lei è una fantastica eccezione», osserva Rotondi.

Una fonte anonima di Fratelli d’Italia, citata nel dibattito, amplia ulteriormente il ventaglio delle possibili candidature: «Tajani, Crosetto, Fitto, La Russa, Mantovano. Tutti i nomi che fate vanno bene. Nel 2029, ovvero quando si eleggerà il prossimo presidente della Repubblica, il mandato di Raffaele Fitto alla Commissione europea sarà in scadenza».

Tra i profili che, secondo il Foglio, potrebbero acquisire peso nei prossimi anni compare anche Giulio Tremonti, mentre viene indicato in calo il nome del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Resta inoltre tra i possibili candidati anche Marcello Pera, già presidente del Senato.

Le ipotesi di Forza Italia e Lega

Nel confronto interno alla maggioranza emergono anche sensibilità differenti. Forza Italia continua a guardare con interesse alla candidatura di Letizia Moratti, mentre la Lega indica tra i possibili profili il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli.

Si tratta, al momento, di valutazioni e riflessioni politiche che contribuiscono ad alimentare il dibattito sulla futura successione al Quirinale, senza che vi siano candidature formalizzate.

Rotondi: «Gli equilibri si costruiscono solo alla fine»

Lo stesso Gianfranco Rotondi invita comunque alla prudenza, ricordando come le dinamiche che portano all’elezione del presidente della Repubblica siano spesso imprevedibili.

«Tanto a destra quanto a sinistra i quirinabili sono sempre sconosciuti, perché gli equilibri si costruiscono solo alla fine, per sfinimento. Più che altro si possono enumerare quelli che avrebbero il rango per essere eletti presidenti della Repubblica. A destra ce ne sono tanti ma ovviamente non si può non partire dai presidenti delle due Camere, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, che hanno precedenti illustri nel nostro passato».

Parole che fotografano un confronto ancora nelle sue fasi iniziali, ma che ha già iniziato a delineare i primi possibili protagonisti della corsa al Quirinale, destinata ad accompagnare il dibattito politico nei prossimi anni.

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