
Il presidente del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Riccardo Turrini Vita, si è detto personalmente favorevole all’indulto come strumento per affrontare il sovraffollamento delle carceri italiane.
Intervistato dall’Adnkronos, ha precisato che la sua è una posizione personale e non rappresenta quella dell’intero collegio del Garante.
«L’indulto è lo strumento più rapido»
«Io personalmente – non impegno però tutto il Garante – sono favorevole a un indulto anche per ambito culturale», ha dichiarato.
Sull’amnistia, invece, ha preferito non esprimersi: «È un problema più di processo che di pena, quindi esula dalla mia competenza».
Secondo Turrini Vita, oltre ai progetti per ampliare la capienza degli istituti penitenziari e favorire l’esecuzione della pena nelle comunità terapeutiche, occorre affrontare il ritardo nella concessione delle liberazioni anticipate.
«Probabilmente dovrebbe essere pensato un provvedimento legislativo che contenga la durata delle pene. L’ideale, il più rapido strumento tecnico è l’indulto», ha spiegato.
«Servono 70mila posti detentivi»
Per il presidente del Garante, è necessario aumentare anche la disponibilità di posti nelle carceri.
«La popolazione carceraria tende sistematicamente a superare le 60mila persone. Per la situazione attuale sarebbe opportuno disporre di circa 70mila posti detentivi», ha affermato, sottolineando però che la realizzazione di nuove strutture richiede tempi lunghi.
Misure alternative e detenuti
Turrini Vita ha espresso apprezzamento per le recenti disposizioni che ampliano le possibilità di affidamento in prova e di inserimento nelle comunità residenziali, in particolare per le persone con problemi di tossicodipendenza.
Ha inoltre ricordato che il sistema dell’esecuzione penale esterna rappresenta ormai una componente rilevante del sistema italiano: «Due o tre giorni fa avevamo 101.897 persone sottoposte a pene non detentive, mentre quelle in esecuzione della pena in carcere erano 49.300».
Le criticità degli istituti penitenziari
Il presidente del Garante ha richiamato l’attenzione anche sulle condizioni di molti istituti di pena, dove durante l’estate mancano adeguati sistemi di areazione e in inverno si registrano problemi di riscaldamento.
«Il Garante constata le violazioni e interviene per prevenirle, ma le scelte tecniche non rientrano nelle nostre competenze», ha spiegato.
Secondo Turrini Vita, la manutenzione delle 189 strutture penitenziarie italiane è stata penalizzata negli anni dai tagli alla spesa pubblica. Per questo ha auspicato procedure di appalto più rapide, richiamando esperienze già adottate con successo in altri ambiti della pubblica amministrazione.


