
Il fischio finale del direttore di gara sancisce la fine di una vera e propria altalena di emozioni, regalando all’Inghilterra un sospiro di sollievo monumentale e il passaggio del turno. Quello che si era profilato nel primo tempo come uno dei più clamorosi disastri sportivi nella storia della nazionale dei Tre Leoni si è trasformato, nei secondi quarantacinque minuti, in una prova di forza, di nervi e di carattere. Sotto di una rete all’intervallo a causa del gol lampo del Congo, la selezione britannica è riuscita a ribaltare completamente il punteggio nella ripresa, chiudendo l’incontro sul risultato di due a uno. A vestire i panni del salvatore della patria è stato il leader carismatico Harry Kane, autore di una straordinaria doppietta che ha spento definitivamente i sogni di gloria della compagine africana.
Il ruggito del capitano scaccia l’incubo
L’ingresso in campo delle due squadre nella seconda frazione di gioco mostra immediatamente un’Inghilterra con un piglio decisamente diverso rispetto a quello timoroso e abulico visto nella prima parte del match. Il commissario tecnico deve aver fatto sentire la propria voce negli spogliatoi, modificando l’assetto tattico e chiedendo maggiore rapidità nelle giocate. La pressione della squadra inglese si fa via via più asfissiante, schiacciando il Congo nella propria metà campo e impedendo qualsiasi tentativo di ripartenza. Il muro difensivo africano, che era sembrato insuperabile per i primi quarantacinque minuti, inizia a mostrare le prime vistose crepe sotto i colpi dei continui traversoni e delle accelerazioni palla al piede. La svolta dell’incontro arriva quando Kane trova il gol del pareggio capitalizzando un preciso assist dalla fascia, mandando un segnale inequivocabile a tutto lo stadio e ridando fiducia a un intero gruppo che sembrava ormai smarrito.
Il raddoppio decisivo che gela gli avversari
Sulle ali dell’entusiasmo per il pareggio appena agguantato, l’undici britannico non rallenta l’intensità del proprio forcing offensivo, continuando a spingere sull’acceleratore alla ricerca del gol del definitivo sorpasso per evitare i logoranti tempi supplementari. Il Congo risente pesantemente del colpo psicologico e comincia ad accusare anche una vistosa stanchezza fisica, non riuscendo più a mantenere le distanze corrette tra i reparti. Pochi minuti più tardi la rimonta si completa definitivamente grazie a un’altra perla del solito Kane che firma la sua doppietta personale con un colpo di testa imperioso su uno sviluppo da calcio d’angolo. La sfera si insacca alle spalle del portiere avversario, scatenando la gioia incontrollata della panchina inglese e dei sostenitori accorsi per questa delicata sfida dei sedicesimi di finale. Da quel momento in poi la nazionale inglese si limita a gestire il possesso del pallone con maturità, congelando la partita e spegnendo le ultime residue speranze della generosa nazionale africana.
Le lezioni da imparare per il futuro
Nonostante la grande festa per lo scampato pericolo e la qualificazione ottenuta con le unghie e con i denti, questa partita lascia in dote allo staff tecnico inglese moltissimi elementi su cui riflettere a fondo in vista dei prossimi impegni. Il successo è arrivato grazie alle giocate dei singoli e al peso specifico di un campione assoluto, ma la prestazione complessiva del collettivo ha evidenziato lacune preoccupanti, specialmente nella transizione difensiva e nella gestione dei ritmi di gioco contro avversari compatti. Per andare avanti in questo Mondiale e puntare alla vittoria finale sarà indispensabile evitare l’approccio superficiale che ha permesso al Congo di sognare l’impresa per quasi un’ora. La lezione è stata durissima, ma il verdetto del campo premia l’esperienza e il cinismo dell’Inghilterra, che ora può guardare avanti con una consapevolezza rinnovata.


