
Non indossava abiti civili, non stava partecipando a una protesta e non cercava di attraversare il confine. Suor Leticia Ugboaja, religiosa della congregazione delle Figlie di Maria, Madre della Misericordia, è stata arrestata dagli agenti dell’Ice mentre si stava recando a piedi alla messa a McAllen, nel sud del Texas, a pochi chilometri dal confine con il Messico. Il caso, raccontato dal Washington Post, ha suscitato forti polemiche negli Stati Uniti, fino a spingere parlamentari di entrambi gli schieramenti a intervenire per ottenere la sua liberazione.
La liberazione dopo le pressioni del Congresso
Secondo la ricostruzione, la religiosa stava raggiungendo la chiesa Our Lady of Sorrows quando è stata fermata dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale incaricata dei controlli sull’immigrazione e delle deportazioni. La notizia del fermo si è diffusa rapidamente, provocando la reazione di numerosi parlamentari, tra cui la deputata repubblicana del Texas Monica De La Cruz, che ha chiesto l’immediato rilascio della suora. Dopo poche ore di detenzione, Ugboaja è stata rimessa in libertà ed è tornata nella propria abitazione.
«Siamo riconoscenti per la tempestiva risposta dei rappresentanti locali, che hanno contattato il Dipartimento per la Sicurezza interna per favorire il suo rilascio dalla custodia», ha dichiarato Brenda Riojas, portavoce della Diocesi di Brownsville.
Infermiera oltre che religiosa
Suor Ugboaja è conosciuta non soltanto per il suo impegno pastorale. Lavora infatti come infermiera presso il South Texas Health System e in passato ha prestato servizio per circa dieci anni come assistente infermieristica certificata al DHR Health.
L’episodio si inserisce nel quadro del rafforzamento delle politiche migratorie dell’amministrazione Donald Trump, che negli ultimi giorni ha nominato il nuovo direttore dell’Ice, Lance Schroyer, proseguendo la stretta sui controlli anche in luoghi tradizionalmente considerati sensibili, come le chiese e gli altri spazi di culto. Le nuove misure hanno spinto numerose comunità religiose a riorganizzare l’assistenza ai fedeli immigrati, potenziando le celebrazioni online e i servizi di supporto per chi teme di uscire di casa a causa dei controlli sull’immigrazione.


