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“Nei guai”. Ancelotti massacrato ai Mondiali, adesso per lui la situazione è tesa

Pubblicato: 06/07/2026 10:03

Quando una delle nazionali più vincenti della storia del calcio saluta un Mondiale prima del previsto, il risultato passa rapidamente in secondo piano rispetto alle conseguenze. Le aspettative, alimentate per mesi, lasciano spazio alla delusione, mentre ogni scelta tecnica viene analizzata nei minimi dettagli. È uno scenario che si ripete ciclicamente nel calcio, ma che assume contorni ancora più pesanti quando riguarda una squadra abituata a inseguire soltanto la vittoria.

Dopo il triplice fischio, il dibattito si sposta inevitabilmente fuori dal campo. Opinionisti, ex protagonisti e tifosi iniziano a cercare le cause della sconfitta, dividendo responsabilità e puntando l’attenzione sulle decisioni che avrebbero potuto cambiare il destino della partita. In poche ore il confronto tecnico lascia spazio a una vera e propria ondata di polemiche, destinata ad accompagnare il futuro della nazionale.
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Brasile eliminato, sotto accusa Carlo Ancelotti

L’eliminazione del Brasile agli ottavi dei Mondiali 2026 ha acceso una durissima contestazione nei confronti di Carlo Ancelotti. La Seleção è stata sconfitta 2-1 dalla Norvegia, trascinata dalla doppietta di Erling Haaland negli ultimi dieci minuti di gioco. Il rigore trasformato da Neymar nei minuti di recupero non è bastato a evitare un’eliminazione che rappresenta la peggiore prestazione del Brasile in un Mondiale dal 1990, quando la nazionale verdeoro venne fermata agli ottavi dall’Argentina.

L’allenatore italiano, arrivato sulla panchina brasiliana nel maggio 2025 e confermato fino al 2030 alla vigilia della competizione, è finito al centro delle critiche di tifosi e media, che hanno contestato sia le scelte tattiche sia la gestione della squadra durante il torneo.

Le accuse di Vanderlei Luxemburgo

Tra gli interventi più duri c’è quello dell’ex commissario tecnico Vanderlei Luxemburgo, che attraverso un video pubblicato sui social ha contestato apertamente il lavoro svolto da Carlo Ancelotti, soffermandosi in particolare sull’utilizzo di Neymar.

Utilizzare Neymar in una sola partita? Non abbiamo giocatori migliori di Neymar. Qualsiasi nazionale al mondo proteggerebbe un giocatore come lui. Un allenatore ha l’obbligo di ideare un sistema che favorisca il suo giocatore di punta, proprio come ha fatto la Norvegia con Haaland, aspettando una o due occasioni. Ma qui in Brasile è stato messo da parte.

Le critiche fanno riferimento anche all’ingresso del numero 10 nella sfida contro la Norvegia, quando è stato mandato in campo soltanto al 22′ del secondo tempo, una scelta che ha alimentato il dibattito tra ex calciatori e commentatori.

Le decisioni contestate

Le polemiche si sono concentrate anche su alcune decisioni prese durante la partita. Tra quelle maggiormente discusse c’è la scelta di affidare il primo calcio di rigore a Bruno Guimarães, che ha fallito dal dischetto nonostante una limitata esperienza in quella situazione di gioco. Secondo molti osservatori, il penalty avrebbe dovuto essere battuto da Vinícius Júnior o da un altro attaccante.

Criticata anche la sostituzione dell’infortunato Lucas Paquetá con Gabriel Martinelli a centrocampo, una mossa che, secondo numerosi analisti, avrebbe fatto perdere creatività ed equilibrio alla squadra.

Una parte della stampa brasiliana ha descritto il Brasile come una formazione lenta, passiva e priva di una precisa identità di gioco, sostenendo che la squadra abbia lasciato l’iniziativa alla Norvegia senza riuscire a costruire un sistema offensivo efficace né a contenere Haaland nella fase decisiva dell’incontro.

Il settimanale Veja ha sintetizzato il malcontento con un titolo particolarmente severo: “Addio, Ancelotti. Obrigado por nada“.

La difesa del Ct e la fiducia della federazione

Nel dopopartita Carlo Ancelotti ha respinto le critiche, difendendo il percorso compiuto dalla squadra durante il torneo.

Abbiamo fatto un buon Mondiale, non spettacolare, ma buono. Oggi meritavamo di vincere“.

Nonostante il clima di forte contestazione, la CBF ha confermato la propria fiducia nell’allenatore italiano.

Questa sconfitta non è la fine, è l’inizio di un nuovo ciclo“, è stato il messaggio con cui la federazione ha ribadito il sostegno al commissario tecnico, mentre il presidente Rodrigo Caetano ha confermato che il contratto di Ancelotti resta valido fino al 2030.

Nel frattempo, sui social si sono moltiplicati gli hashtag “Fora Ancelotti” e “culpa do Ancelotti“, con numerosi commenti rivolti soprattutto alla gestione di Neymar, alle sostituzioni e alla scelta del rigorista.

Anche Romário si unisce alle critiche

Alla lunga lista delle voci critiche si è aggiunta anche quella di Romário, che ha espresso il proprio giudizio sull’eliminazione del Brasile.

È stato impressionante… questa non è la Brasile che conosciamo. È colpa di tutti, dei giocatori e dell’allenatore allo stesso modo“.

Parole che fotografano il clima di profonda delusione seguito all’uscita della Seleção dai Mondiali 2026, con Carlo Ancelotti finito al centro di un acceso dibattito che, almeno per il momento, non sembra destinato ad attenuarsi.

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