
Lo psicodramma che accompagna il ritorno del principe Harry in Gran Bretagna sta scivolando rapidamente verso i confini della farsa. Il secondogenito di re Carlo e di Lady Diana è atteso domani a Londra, per una visita nata sotto i peggiori auspici dopo la sofferta e acrimoniosa decisione di lasciare a casa, almeno per la prima parte del soggiorno, la consorte e i figli. Nelle ultime ore, però, la tensione è montata alle stelle a causa di una velenosa e indecorosa guerra di comunicati incrociati tra l’entourage del duca di Sussex e Buckingham Palace, avente come oggetto la sistemazione logistica del principe.
La giornata si era aperta con l’annuncio ufficiale dello staff di Harry, secondo cui il principe sarebbe stato ospitato direttamente tra le mura di Buckingham Palace. La replica del Palazzo non si è fatta attendere, traducendosi poco dopo in una secca e gelida smentita.
Inviti rifiutati e sentenze scomode: l’imbarazzo della Corona
Fonti vicine alla famiglia reale sostengono che un invito ufficiale fosse stato effettivamente recapitato a Harry dal re in persona, ma che il principe non abbia fornito risposta entro la scadenza della scorsa settimana, impedendo i necessari tempi tecnici per preparare adeguatamente la residenza. La ricostruzione della Corona si spinge oltre, rivelando che sabato mattina Harry avrebbe formalmente declinato l’offerta del padre. A pesare sull’atmosfera c’è anche una pesante coincidenza temporale: domani è attesa la sentenza nella causa intentata dal duca contro il Daily Mail, un verdetto che rischia di mettere in forte imbarazzo Carlo, costituzionalmente a capo del sistema giudiziario. Dal fronte opposto, i portavoce di Harry rigettano questa versione, sostenendo che l’invito a Palazzo sia stato «ritirato all’ultimo momento» e definendo l’intera gestione come una decisione «deludente».
Questo nuovo scontro ravviva i riflettori sull’impossibilità di una riconciliazione. Nei piani iniziali, Harry avrebbe voluto portare con sé la moglie Meghan e i piccoli Archie e Lilibet per riabbracciare il sovrano, che non vede i nipoti da ormai quattro anni. Tuttavia, la dura disputa legale con il governo britannico per la revoca della scorta di Stato ha spinto il principe a viaggiare da solo, non ritenendo garantita la sicurezza dei suoi cari. La famiglia dovrebbe ricongiungersi a lui solo successivamente a Birmingham, prima di una privatissima visita alla tomba di Diana nella tenuta di Althorp. Se da un lato Carlo soffre per la distanza dai nipoti, dall’altro la Corte fa sapere che la pazienza reale è al limite. Del resto, le condizioni del viaggio erano state bollate fin da subito come «meno che ottimali», mentre la celebre biografa Tina Brown aveva espresso una profezia ancor più colorita, prevedendo che «finirà tutto a p…». Un presagio che, alla luce degli ultimi eventi, sembra essersi avverato.


