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“Da due anni…”. Covid, Giuseppe Conte lo dice così e Fratelli d’Italia lo massacra

Pubblicato: 06/07/2026 18:23

Nuovo scontro politico sulla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha ribadito di essere pronto a dimettersi dalla commissione non appena sarà fissata la data della sua audizione, accusando la maggioranza di utilizzare l’organismo parlamentare come uno strumento di scontro politico.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’ex presidente del Consiglio ha affermato di aver chiesto da tempo di essere ascoltato dalla commissione. «Da due anni ho chiesto di essere audito e ho stabilito di comune accordo con i presidenti delle Camere di dimettermi non appena verrà concordata la data dell’audizione», ha dichiarato, sostenendo che il presidente della commissione, Marco Lisei di Fratelli d’Italia, non avrebbe dato seguito alla richiesta.

Secondo Conte, la commissione «non ha reale interesse» ad ascoltare la sua versione dei fatti. Il presidente del M5S ha inoltre sostenuto che i lavori dell’organismo sarebbero finalizzati ad alimentare una campagna politica nei suoi confronti, ribadendo di non essere mai stato coinvolto in procedimenti giudiziari legati alla gestione dell’emergenza pandemica.

Nel corso dell’intervista, Conte è tornato anche sul caso relativo alla transazione con l’imprenditore Dario Bianchi, criticando la scelta del Governo di chiudere l’accordo senza attendere la sentenza d’appello. Secondo l’ex premier, la decisione sarebbe stata presa con eccessiva fretta e senza fornire adeguate spiegazioni alla commissione parlamentare.

L’ex presidente del Consiglio ha inoltre rivendicato la correttezza del proprio operato durante gli anni trascorsi a Palazzo Chigi, sostenendo di non aver mai perseguito interessi personali. «Mi possono vivisezionare, non troveranno mai l’ombra di un interesse privato», ha dichiarato, aggiungendo che proprio questo sarebbe all’origine degli attacchi politici nei suoi confronti.

Alle dichiarazioni di Conte ha replicato Fratelli d’Italia, che in una nota ha accusato il leader pentastellato di portare avanti una «maldestra campagna di delegittimazione» della Commissione Covid. Secondo il partito di maggioranza, le ricostruzioni fornite dall’ex premier non corrisponderebbero ai fatti.

FdI sostiene infatti che, due anni fa, sarebbe stato lo stesso Conte a opporsi alla proposta avanzata dal presidente Marco Lisei di dimettersi temporaneamente dalla commissione per essere audito e successivamente rientrare nei lavori. Nella stessa nota, il partito evidenzia inoltre che il leader del Movimento 5 Stelle avrebbe partecipato solo a una minima parte delle sedute della commissione.

La replica di Fratelli d’Italia riguarda anche la gestione della pandemia e delle forniture di mascherine, ricordando che la struttura commissariale era stata istituita proprio durante il Governo Conte e guidata dall’allora commissario straordinario Domenico Arcuri. Il partito sottolinea inoltre che la scelta della transazione con JC Electronics avrebbe consentito allo Stato di evitare un esborso economico più elevato.

Lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla Commissione Covid resta quindi aperto. Da una parte Giuseppe Conte continua a chiedere di essere ascoltato e denuncia un utilizzo politico dell’organismo parlamentare; dall’altra Fratelli d’Italia respinge le accuse e difende l’operato della commissione, ribadendo la necessità di accertare le responsabilità politiche nella gestione dell’emergenza sanitaria.

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