
Il dibattito politico e mediatico si sposta nuovamente sulle piattaforme digitali, dove la tensione tra informazione d’inchiesta e partiti di governo si manifesta a colpi di meme e post al vetriolo. Nelle ultime ore, l’account ufficiale di Atreju – la storica manifestazione giovanile e kermesse simbolo di Fratelli d’Italia – ha diffuso su Instagram un contenuto dai toni fortemente satirici incentrato sulle recenti e clamorose evoluzioni giudiziarie che vedono coinvolto il noto conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Il post mostra un fotomontaggio del giornalista Rai accostato a una provocatoria didascalia in primo piano che recita testualmente: “Il presunto attentatore di Ranucci è un suo amico”.
La pubblicazione include una fotografia che ritrae il conduttore seduto allo stesso tavolo insieme a Valter Lavitola, ex faccendiere e figura chiave nei passati scenari politici nazionali. Il testo a corredo dell’immagine prosegue cavalcando un evidente sarcasmo volto a ridimensionare l’allarme attorno alla vicenda: “Anche a voi è successo nella vita che un vostro amico vi abbia messo una bomba sotto casa? Raccontateci la vostra esperienza”.
L’inchiesta della Dda e lo sconcerto del giornalista
L’attacco social fa esplicito riferimento agli sviluppi investigativi coordinati dalla Procura di Roma e, in particolare, dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia. L’imprenditore è stato infatti iscritto nel registro degli indagati con la pesante accusa di essere il presunto mandante di un progetto di attentato dinamitardo ideato proprio ai danni del volto di Report. Nell’ambito di questo filone d’indagine, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati hanno eseguito una meticolosa perquisizione locale e personale nei confronti dell’ex faccendiere.
La reazione del conduttore televisivo dinanzi alla svolta impressa dai pubblici ministeri descrive una profonda ammirazione mista a incredulità, legata ai rapporti frequentativi che intercorrevano tra i due. Raggiunto dai cronisti del quotidiano La Stampa per un commento a caldo sui risvolti della Dda, il giornalista d’inchiesta non ha nascosto il proprio totale sbigottimento per i contorni assunti dalla vicenda giudiziaria. “Sono veramente stordito, è un amico. Ci sentiamo al telefono molto spesso. Chiamate e messaggi settimanali se non giornalieri”, ha ammesso apertamente Ranucci, confermando la natura quotidiana e ravvicinata dei contatti con l’uomo oggi accusato di aver attentato alla sua incolumità.


