
Le dinamiche che muovono i grandi assetti del nostro Paese viaggiano spesso su binari paralleli, dove le strategie industriali e le visioni di sviluppo si intrecciano inevitabilmente con i destini della leadership e gli equilibri delle coalizioni. Comprendere la direzione di questi flussi significa analizzare non solo le dichiarazioni ufficiali, ma anche i posizionamenti strategici di chi detiene le leve dell’innovazione e del mercato. In un contesto internazionale sempre più frammentato, la capacità di tessere reti oltre i confini nazionali diventa il vero banco di prova per misurare la tenuta del sistema, sollevando interrogativi cruciali su quali saranno le forze destinate a guidare la prossima stagione e quali, invece, rimarranno ai margini del cambiamento.
Nel corso della tradizionale serata dedicata all’illustrazione dei piani commerciali e della programmazione televisiva, il numero uno di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, ha colto l’occasione per tracciare un bilancio che va ben oltre i confini aziendali, toccando i nodi caldi della politica interna ed estera. L’amministratore delegato ha espresso parole di netta stima nei confronti dell’esecutivo, blindando l’azione della guida del governo. “Io stimo il nostro primo ministro e penso che, vista la situazione e visto il personaggio con cui abbiamo e ha a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare: trovare equilibrio tra una posizione giusta con gli Usa, ma non mollare il punto sulle posizioni europee” ha dichiarato l’imprenditore, dicendosi al contempo “offeso come italiano” per le recenti uscite di Donald Trump.
Tra diplomazia politica e la sfida aperta ai rivali della tv pubblica
Il posizionamento più atteso riguardava però il futuro del centrodestra e la fulminea ascesa nei sondaggi del generale Roberto Vannacci. Sul tema, Berlusconi ha scelto una linea decisamente più sfumata e attendista rispetto alle posizioni rigidamente critiche attribuite a sua sorella Marina Berlusconi. Pur riconoscendo che il militare “è un bravo comunicatore”, l’ad ha frenato su un ingresso immediato nella coalizione, ricordando che “l’Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescono”. Ha poi aggiunto un chiarissimo distinguo: “Ma la propaganda è propaganda e Vannacci lo sa molto bene – Aspettiamo di vedere il programma e vedremo se è coerente con quello del centrodestra”.
Il leader di Mediaset ha inoltre voluto spegnere le polemiche sulle presunte ingerenze della famiglia nel partito fondato dal padre, assicurando che il segretario Antonio Tajani agisce in totale indipendenza. Sullo sfondo resta invece la competizione aperta con Viale Mazzini, guidata dall’uomo forte di FdI Giampaolo Rossi. Berlusconi non ha nascosto il forte rammarico per il naufragio della fusione tra Ei Tower e Rai Way, ironizzando poi sulla leadership negli ascolti e blindando la sua espansione transnazionale rispetto alla linea autarchica dei rivali: per il Cavaliere si tratta semplicemente di scelte commerciali.


