
Un pomeriggio di shopping e spensieratezza nel cuore della metropoli si è trasformato in un incubo di inaudita ferocia, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza all’interno delle linee metropolitane cittadine. Una giovane di ventidue anni è rimasta vittima di una brutale e immotivata aggressione, culminata in uno sfregio al volto che le ha provocato profonde ferite e un gravissimo trauma psicologico. La ricostruzione dei fatti è stata dettagliata dalla stessa ragazza durante la formalizzazione della denuncia contro il suo aggressore, identificato dalle forze dell’ordine nel ventisettenne algerino Mohamed Saidi, immediatamente bloccato e tratto in arresto con pesanti accuse. La sequenza dell’orrore si è consumata in pochi istanti sulla banchina della stazione sotterranea, sotto gli occhi terrorizzati dei passeggeri in attesa dei treni.
Tutto ha avuto inizio nel corso del pomeriggio, quando la ventidue nne, originaria del Marocco, si trovava in piazza Duomo insieme ad alcune amiche per un giro tra le vie dello shopping. Intorno alle 14.30, il gruppo ha deciso di scendere nella stazione della metropolitana per fare rientro a casa. Mentre si trovava seduta su una panchina in attesa del convoglio della linea gialla diretto verso Comasina, la giovane è stata improvvisamente puntata dal ventisettenne. L’uomo, senza alcuna provocazione, le si è parato davanti con fare minaccioso. “Improvvisamente un uomo che non avevo mai visto prima si rivolge a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclama: ‘Che cazzo guardi?'” ha messo a verbale la ragazza, ancora visibilmente scossa dall’accaduto.
La reazione violenta e lo sfregio sulla banchina affollata
Nel disperato tentativo di smorzare la tensione ed evitare il peggio, la ventidue nne ha risposto prontamente nella stessa lingua, chiarendo in modo pacifico che “il mio sguardo era in realtà rivolto alla mia amica”. Le spiegazioni fornite non sono però bastate a placare la furia dell’aggressore, il quale ha continuato a urlare insulti pesanti e minacce ravvicinate. Nemmeno l’avvertimento della vittima di voler allertare le forze dell’ordine ha fatto desistere l’uomo, “anzi lo agita ancora di più”, provocando un’escalation di inaudita fisicità. L’aggressore si è avvicinato di scatto e, dopo aver sputato per due volte sul viso della giovane, l’ha spinta con forza sulla spalla sinistra facendola arretrare, per poi colpirla con un pugno sul labbro superiore.
Quando la ragazza ha estratto lo smartphone per tentare un contatto d’emergenza con il 112, la situazione è definitivamente precipitata. Il ventisettenne ha estratto un’arma da taglio sferrando un colpo secco alla guancia, tra il naso e l’occhio, per poi darsi alla fuga tra la folla. La giovane si è accorta della gravità della situazione solo vedendo le mani dell’uomo sporche di sangue e avvertendo una massiccia emorragia che le ha provocato giramenti di testa e un quasi svenimento. Soccorsa dai passeggeri e poi trasportata d’urgenza al pronto soccorso, la ventidue nne ha affidato agli inquirenti il ricordo di quei drammatici momenti: “Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”. Le dimissioni dall’ospedale sono arrivate con una prognosi di dieci giorni, ma le indagini proseguono spedite.


