
Un dramma medico tanto silenzioso quanto letale scuote le comunità montane del Trentino, riaccendendo i riflettori sui rischi sanitari legati alle escursioni e alle attività all’aperto nei mesi estivi. Quello che inizialmente sembrava un semplice morso di zecca si è trasformato in una tragedia. La vittima, Gianna Sommavilla, 76 anni, originaria di Moena e residente a Ziano di Fiemme (Trento), è morta a circa un mese dall’infezione che le aveva provocato una grave encefalite. Un’evoluzione clinica rapidissima e aggressiva, che ha lasciato impotenti i medici delle strutture sanitarie locali nonostante la tempestività dei primi protocolli terapeutici attivati subito dopo il ricovero.
La ricostruzione del contagio descrive una dinamica apparentemente banale, consumatasi in un contesto di assoluta quotidianità. Secondo la ricostruzione, il morso risale all’8 giugno, quando la donna si trovava nei prati attorno alla propria abitazione a Ziano di Fiemme. I primi sintomi sono comparsi poche ore dopo e i familiari l’hanno accompagnata all’ospedale di Fiemme, a Cavalese. All’interno del nosocomio, i medici hanno avviato immediatamente la profilassi e la paziente è rimasta ricoverata per diversi giorni. Nonostante le cure, però, le sue condizioni non hanno mostrato miglioramenti.
Il trasferimento d’urgenza e il tragico epilogo in terapia intensiva
Il progressivo deterioramento dei parametri vitali ha spinto il personale ospedaliero a optare per un trasferimento in un centro specializzato ad alta intensità di cure. Il quadro clinico si è progressivamente aggravato fino a rendere necessario, il 20 giugno, il trasferimento d’urgenza in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento. Nel capoluogo trentino Gianna Sommavilla è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva, dove i sanitari hanno tentato di contenere l’evoluzione dell’infezione. Ogni sforzo per bloccare il cammino del virus si è purtroppo rivelato vano a causa della violenza con cui la patologia ha colpito il sistema nervoso centrale.
L’encefalite da zecca, tuttavia, ha continuato a progredire, provocando danni cerebrali irreversibili. La donna è morta nella giornata di ieri, venerdì 10 luglio. I medici legali hanno confermato che a causarne il decesso sono state le conseguenze dell’encefalite sviluppatasi dopo il morso della zecca, avvenuto un mese prima nei pressi della sua abitazione. La notizia ha gettato nello sconforto le comunità di Moena e Ziano di Fiemme, dove la settantaseienne era molto conosciuta e stimata, lasciando un profondo dolore tra i familiari e i vicini di casa che hanno assistito impotenti al consumarsi del dramma.


