
Il vento pomeridiano sembrava perfetto per gonfiare la vela e regalare un’altra sessione di puro volo, sospesi tra cielo e terra in quell’abbraccio silenzioso che solo gli amanti delle alte quote sanno comprendere. La passione per il parapendio richiede una sintonia assoluta con le correnti d’aria, un gioco sottile di equilibri e decisioni repentine prese a centinaia di metri dal suolo. Per un pilota esperto di cinquantatré anni, quel decollo doveva essere l’ennesima conferma di una libertà conquistata sopra le vette. Qualcosa, tuttavia, si è bruscamente spezzato nell’ingranaggio invisibile che lega l’aerodinamica alla sicurezza. La vela ha perso improvvisamente portanza, trasformando una tranquilla escursione domenicale in una tragica e inevitabile picchiata verticale che non ha lasciato alcuno scampo al conducente, impattato violentemente contro il terreno.
La dinamica dell’incidente e i soccorsi immediati
La tragedia si è consumata nel cuore del pomeriggio di questo sabato undici luglio, precisamente nel territorio di Molino di Fratta di Tarzo, una località situata nella dinamica provincia di Treviso. Il pilota, un uomo originario di Bolzano ma residente stabilmente all’interno della provincia di Firenze, stava conducendo il suo mezzo quando, per dinamiche e cause che sono tuttora in fase di accurato accertamento da parte delle autorità competenti, ha perso totalmente il controllo del parapendio. Il terribile schianto al suolo è avvenuto nei pressi di una zona collinare e l’impatto è risultato talmente violento da provocare la morte istantanea del cinquantatreenne. I testimoni e i residenti della zona hanno lanciato immediatamente l’allarme, attivando la macchina dei soccorsi d’emergenza.
L’intervento sul posto delle forze dell’ordine
In pochissimi minuti la centrale operativa ha mobilitato i soccorritori specialistici nel tentativo disperato di prestare i primi aiuti e rianimare l’uomo. Sul luogo del sinistro sono tempestivamente giunti gli operatori sanitari del Suem 118, supportati attivamente dai tecnici del Soccorso alpino, i quali sono abituati a operare in contesti morfologici complessi e impervi. Nonostante la rapidità dell’intervento e i tentativi di stabilizzazione, il medico legale non ha potuto fare altro che constatare il decesso del pilota sul colpo. Insieme al personale medico sono arrivati anche i carabinieri delle stazioni di Vittorio Veneto e di Cison di Valmarino, incaricati di mettere in sicurezza l’area del disastro e di avviare i rilievi tecnici necessari a ricostruire la precisa catena di eventi che ha portato alla caduta.
Le indagini per fare luce sulla tragedia
Le forze dell’ordine hanno provveduto al sequestro della vela e di tutta la strumentazione tecnica di volo per comprendere se il dramma sia stato causato da un improvviso cedimento strutturale del mezzo, da una manovra errata in fase di discesa o, come spesso accade in queste discipline sportive, da una turbulenza imprevedibile causata dalle correnti d’aria locali. La salma del pilota è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito, mentre la comunità locale e il mondo del volo sportivo si stringono nel dolore per la perdita di un appassionato la cui vita si è interrotta drammaticamente tra le montagne venete.


