
La morsa dell’estate non accenna a mollare la presa, costringendo la penisola a fare i conti con una ventilazione torrida che spinge i termometri ben oltre le medie stagionali e impone la massima cautela. L’Italia è interessata dalla terza ondata di calore del 2026. La costante risalita di correnti calde provenienti dal Nord Africa alimenta un promontorio anticiclonico sul Mediterraneo centro-occidentale. Il bollettino sulle ondate di calore emesso dal Ministero della Salute indica un netto incremento delle temperature nella seconda parte della settimana. Se nella giornata di mercoledì 15 luglio diverse città riescono ancora a rimanere in un codice di pre-allerta arancione, giovedì 16 luglio si registrerà il picco massimo della stabilità atmosferica e del caldo su gran parte della penisola.
La prima fase di questa fiammata africana sta già mettendo a dura prova i grandi centri urbani, dove l’effetto cappa intrappola l’umidità nei bassi strati dell’atmosfera. Nella giornata di mercoledì 15 luglio, il bollino rosso, che indica il livello 3 di massimo rischio per la salute, interessa sette città italiane. A soffrire maggiormente l’afa sono i centri urbani di Bologna, Brescia, Firenze, Frosinone, Perugia, Roma e Torino. In questa fase, a Firenze si prevedono picchi di 39°C, mentre nella Capitale le temperature massime stimate si attesteranno intorno ai 38°C. Questo consistente afflusso d’aria calda spingerà inoltre la quota dello zero termico in libera atmosfera oltre la soglia dei 5mila metri, un dato emblematico della potenza della bolla subtropicale.
L’espansione dell’allerta rossa e la tregua instabile al Nord
Le proiezioni indicano che la situazione è destinata a farsi ancora più critica nelle prossime ore, con l’estensione del massimo livello di allarme a quasi tutti i principali capoluoghi regionali. La giornata di giovedì 16 luglio farà registrare il picco dell’allerta sull’intero territorio nazionale, con il codice rosso che si estenderà fino a interessare 15 capoluoghi di provincia. Al Nord la massima allerta riguarderà Bologna, Brescia, Firenze, Genova, Perugia e Torino. Spostandosi verso il Centro e l’area del Lazio, il bollino rosso si concentrerà su Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo. Al Sud e nelle Isole, infine, la situazione di massima emergenza colpirà Cagliari, Campobasso, Palermo e Pescara. In queste stesse ore, nelle aree interne del Meridione e della Sardegna i termometri si attesteranno facilmente tra i 42°C e i 43°C, con possibili picchi superiori nei settori interni sardi entro venerdì 17 luglio.
Non tutto il territorio nazionale, però, rientrerà nella fascia di massima allerta durante queste ore calde. I capoluoghi di Bolzano, Milano, Trieste, Venezia e Verona manterranno il codice arancione di livello 2 sia mercoledì che giovedì, con l’unica eccezione di Trieste che salirà da giallo ad arancione proprio nella giornata di giovedì. Situazione molto più stabile ed entro il codice giallo di livello 1 per Bari, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli e Reggio Calabria, che manterranno lo stesso livello in entrambe le giornate. Si segnala infine il caso in controtendenza di Ancona, che mostrerà una riduzione dell’allerta passando dal bollino arancione di mercoledì al giallo di giovedì.
Tuttavia, mentre il Centro-Sud rimarrà totalmente protetto dall’alta pressione, il Nord Italia risentirà del transito di correnti instabili collegate a una blanda saccatura depressionaria posizionata sull’Europa centrale. Mercoledì 15 luglio sono previsti rovesci e temporali sull’arco alpino, in sconfinamento serale sulla Val Padana, in particolare nelle aree a nord del Po, dove si registreranno fenomeni localmente intensi con grandinate e raffiche di vento. Giovedì 16 luglio si prevede una temporanea stabilizzazione del tempo per via dello spostamento della perturbazione verso est, ma già venerdì 17 luglio un nuovo impulso instabile determinerà ulteriori temporali sparsi sulle Alpi e sulla Pianura Padana centro-occidentale.
L’afa e le temperature elevate persisteranno su gran parte della penisola fino a fine settimana. Per la seconda parte del weekend, però, gli esperti prevedono un progressivo cedimento della struttura anticiclonica a causa dell’ingresso di aria più fredda di origine nord-europea. Il calo termico inizierà a farsi sentire da domenica sulle regioni settentrionali, associato a temporali anche di forte intensità, per poi estendersi alle regioni centrali e meridionali tra lunedì 20 e martedì 21 luglio tramite una sostenuta ventilazione di Maestrale e Tramontana. I valori termici torneranno così ad allinearsi alle medie tipiche del periodo estivo.


