
Un drammatico risveglio lungo l’Autostrada del Brennero si trasforma in una tragedia familiare che scuote la viabilità di confine, riaprendo con forza il dibattito sulla sicurezza delle soste lungo le grandi arterie di collegamento. La macchina ha sbandato, attraversato la corsia d’emergenza in un secondo ed è andata a schiantarsi con la parte anteriore destra contro la parte sinistra della cabina del tir che era fermo in piazzola. L’impatto è stato violentissimo e fatale per la donna di 39 anni di nazionalità danese, che era seduta sul sedile del passeggero, morta sul colpo all’interno dell’abitacolo.

A bordo dell’auto c’erano anche il marito, di 53 anni, che si trovava alla guida e, sul sedile posteriore, le due figlie della coppia, di 13 e 11 anni e un’altra ragazzina di 13 anni, che potrebbe essere un’amica o una parente della famiglia. La piccola ha riportato gravissimi traumi e, dopo essere stata stabilizzata sul posto, è stata elitrasportata – in codice rosso – all’ospedale “San Maurizio” di Bolzano, dove è tutt’ora ricoverata nel reparto di rianimazione. Ferite lievi, invece, per l’uomo alla guida e le due figlie: tutti e tre sono stati trasferiti – in ambulanza – al nosocomio di Bressanone: lo stato di shock è fortissimo, tanto che il conducente non ricorda nulla dell’accaduto.
La scia di sangue sul Brennero e le regole della sosta
La dinamica del sinistro ripropone una sequenza drammaticamente simile ad altri gravi episodi avvenuti di recente sulla medesima tratta stradale. Quello verificatosi sulla corsia Sud dell’Autostrada del Brennero nella mattinata di ieri – martedì 15 luglio -, pochi minuti dopo le 7, all’interno del territorio comunale di Fortezza, è il terzo incidente in pochi mesi che vede coinvolto un mezzo pesante che – al momento dell’impatto – si trovava fermo in una piazzola d’emergenza.
Se il tir che è stato coinvolto nell’incidente avvenuto al chilometro 31, tra i caselli di Vipiteno e Bressanone, potesse sostare o meno in quello spazio lo stabiliranno le indagini e gli accertamenti condotti dalla Questura di Bolzano: gli inquirenti stanno analizzando il cronotachigrafo del mezzo, per capire da quanto fosse fermo e saranno prese in esame anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. La sosta in piazzola è infatti consentita esclusivamente in casi d’emergenza, legati ad un malore del conducente o di una persona che si trova a bordo o per un guasto meccanico.
Diversamente è assolutamente vietato fermarsi e sostare negli stalli situati alla destra della corsia d’emergenza e, l’eventuale avaria del mezzo, deve essere segnalata posizionando il triangolo ad almeno 100 metri di distanza e accendendo le quattro frecce come ulteriore forma di avvertimento per tutti gli altri veicoli in transito. Prima del tragico incidente avvenuto in terra altoatesina alle prime luci dell’alba di ieri, a gennaio a perdere la vita in un violentissimo scontro avvenuto all’altezza di Brentino Belluno, poco dopo il confine tra le Province di Trento e Verona, fu una coppia di cittadini sloveni, che procedeva a bordo di un furgone che si schiantò contro un tir che trasportava balle di fieno. Il mezzo a bordo del quale si trovava la coppia prese fuoco e per i due, un uomo e una donna, non vi fu scampo.


