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“Stop al lavoro!”. Temperature record in Italia: la decisione senza precedenti

Pubblicato: 16/07/2026 08:45

Le temperature elevate non rappresentano soltanto un disagio per chi trascorre parte della giornata all’aperto, ma possono trasformarsi in un rischio concreto per la salute di migliaia di lavoratori. Quando il sole raggiunge la massima intensità, continuare a svolgere attività fisicamente impegnative significa esporsi a condizioni che possono mettere a dura prova l’organismo, rendendo necessario adottare misure straordinarie per limitare i pericoli.

Negli ultimi anni il tema della sicurezza sul lavoro durante le ondate di caldo è diventato sempre più centrale. La tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature ha spinto istituzioni e parti sociali a individuare strumenti capaci di ridurre i rischi nelle fasce orarie più critiche, intervenendo soprattutto nei settori dove l’attività si svolge prevalentemente all’aperto.
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L’ordinanza amplia le categorie protette

Da mercoledì 15 luglio 2026, nel Lazio, entrerà in vigore un ampliamento delle misure previste dall’ordinanza regionale contro il caldo, con l’estensione dello stop alle attività lavorative nelle ore più calde della giornata anche ad altre categorie considerate maggiormente esposte.

La sospensione delle attività sarà prevista nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 e riguarderà, oltre ai settori già interessati, anche i giardinieri, gli operai impegnati nei cantieri stradali e i fattorini addetti alle consegne, compresi coloro che svolgono il servizio utilizzando biciclette o motocicli.

Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Regione Francesco Rocca, che ha annunciato l’estensione delle tutele sottolineando la necessità di proteggere chi opera per molte ore sotto il sole.

«Estendiamo la tutela ad altre attività per cui è prevista una prolungata esposizione al sole», ha dichiarato Rocca, aggiungendo che il lavoro rappresenta un valore fondamentale ma non può mai mettere a rischio la salute e la vita delle persone. Il presidente della Regione ha inoltre evidenziato come la prevenzione richieda una responsabilità condivisa tra imprese e istituzioni.

I settori coinvolti dal provvedimento

L’ordinanza era già applicata al comparto agricolo e florovivaistico, ai cantieri edili e al settore delle consegne. Con il nuovo aggiornamento vengono incluse ulteriori attività caratterizzate da un’elevata esposizione alle alte temperature.

Tra queste figurano la manutenzione del verde, i cantieri stradali, lo sfalcio dell’erba, le attività di verifica sui ponti, tutte le attività estrattive, comprese quelle svolte nelle cave, la logistica di piazzale e la consegna delle merci.

L’obiettivo del provvedimento è ridurre il rischio per i lavoratori che operano all’aperto durante le ore considerate più critiche dal punto di vista climatico.

Le deroghe e la durata delle misure

L’ordinanza resterà in vigore fino al 15 settembre e definisce anche i casi nei quali sarà possibile derogare alla sospensione delle attività.

Le eccezioni riguardano esclusivamente gli interventi indifferibili di pubblica utilità, quelli di protezione civile e le attività necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità.

Anche in queste situazioni resta comunque obbligatorio adottare tutte le misure necessarie per ridurre al minimo i rischi connessi all’esposizione alle alte temperature e tutelare la salute dei lavoratori impegnati negli interventi.

Il provvedimento dedica inoltre particolare attenzione alle persone considerate più vulnerabili. Per questi lavoratori il medico competente potrà prevedere specifiche prescrizioni oppure eventuali limitazioni in relazione alle condizioni individuali.

La soddisfazione della Cgil

L’ampliamento delle categorie interessate dall’ordinanza è stato accolto positivamente dalla Cgil, che ha espresso soddisfazione per il nuovo provvedimento adottato dalla Regione.

Secondo il sindacato, le nuove disposizioni rafforzano le tutele già introdotte nelle settimane precedenti e recepiscono molte delle richieste avanzate, offrendo maggiore chiarezza nell’applicazione delle norme e una protezione più ampia per i lavoratori maggiormente esposti agli effetti del caldo durante lo svolgimento delle proprie attività.

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