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“Salmonella”. Maxi richiamo alimentare in Italia: shock su uova e formaggi. Ecco quali

Pubblicato: 16/07/2026 21:14

Massimo allarme nei canali della grande distribuzione per una doppia allerta alimentare che interessa il territorio nazionale. Le notifiche di richiamo, diffuse tra il 14 e il 15 luglio 2026, colpiscono direttamente i formaggi di capra prodotti dall’azienda agricola Capriss di Alseno (Piacenza) e le uova fresche categoria A dell’Avicola Emiliana di Formigine (Modena). Si tratta di contaminazioni batteriche diverse, ma ugualmente pericolose: da un lato la presenza di STEC nei formaggi, dall’altro l’isolamento di Salmonella nelle uova. In entrambi i casi, le indicazioni delle autorità sanitarie sono nette: non consumare i prodotti e restituirli subito al punto vendita.

Per quanto riguarda i latticini, il provvedimento di ritiro si è reso necessario dopo i controlli microbiologici che riportano come motivazione ufficiale: “Rilevata presenza di STEC (shiga tossina escherichia coli)”. I batteri STEC producono una tossina in grado di causare diarrea emorragica, crampi addominali, febbre e la temibile sindrome emolitico-uremica (SEU). La contaminazione riguarda nove prodotti realizzati con latte crudo di capra e provenienti dallo stabilimento di Strada Bianca 381, Alseno (PC), identificato dal marchio IT N 275 U CE. I lotti ritirati appartengono alle linee di prodotto ATIOCAPREGGIODUBLÈFORMAGGELLA e ROBIOLA. Tutti i prodotti riportano la stessa identica avvertenza: “Non consumare. Restituire il prodotto presso il punto vendita”.

L’ombra della Salmonella sulle uova del Modenese

Il secondo fronte dell’emergenza sanitaria, scattato il 14 luglio 2026, riguarda invece le uova fresche prodotte dall’Avicola Emiliana di Bertoni Alberto e C. Società Agricola S.S, con sede a Corlo di Formigine (MO). La scheda di allerta riporta testualmente: “Isolamento Salmonella Typhimurium”. Questo ceppo batterico può causare febbre, vomito, diarrea e dolori addominali, con rischi per la salute che aumentano esponenzialmente se i prodotti vengono consumati crudi o poco cotti. I lotti di uova fresche coinvolti nel provvedimento sono 50/26, 51/26, 52/26 e 53/26. L’avvertenza per i clienti è categorica: “Non consumare il prodotto e se ancora in vostro possesso riconsegnarlo al fornitore.”.

La contemporanea presenza di queste due contaminazioni rende l’allerta particolarmente significativa su scala regionale e nazionale. I consumatori sono caldamente invitati a verificare con massima attenzione i lotti e le scadenze riportate sulle confezioni presenti nel proprio frigorifero. Le aziende coinvolte hanno già attivato le procedure di tracciabilità e diffuso le comunicazioni ufficiali, avviando il ritiro immediato di tutta la merce interessata dai banchi di vendita e predisponendo le operazioni di rimborso o sostituzione.

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