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Caos nel carcere italiano, esplode la violenza: morte atroce. Spunta arma

Pubblicato: 16/07/2026 21:47

Un’esplosione di violenza improvvisa e letale ha squarciato il silenzio del penitenziario laziale, riaccendendo i riflettori sulle condizioni critiche in cui versano le carceri italiane. Forse una lite, forse un’esecuzione programmata ma un’unica certezza: l’omicidio di un ventisettenne nel carcere di Mammagialla a Viterbo. L’efferato delitto si è consumato sotto gli occhi di altri reclusi in un momento di socialità che avrebbe dovuto essere di parziale distensione. E’ successo durante l’ora d’aria, quando i detenuti trascorrevano un po’ di tempo negli spazi comuni. Proprio in quel momento uno di essi ha accoltellato e ucciso il compagno di cella.

Le reazioni all’interno della struttura non si sono fatte attendere, con il personale di sorveglianza che punta il dito contro una situazione ormai strutturalmente insostenibile all’interno dei padiglioni detentivi. Tragedie annunciate dicono gli agenti della penitenziaria: sovraffollamento, caldo e disagi sono la causa delle tensioni che spesso scoppiano tra chi è costretto in carcere. Fattori che, combinati con la calura estiva e la convivenza forzata in spazi ridotti, creano una vera e propria polveriera pronta a esplodere alla minima provocazione.

Il mistero dell’arma e le indagini sulla cella della morte

Mentre l’area dell’aggressione è stata immediatamente isolata, gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le fasi concitate del delitto e, soprattutto, di capire come sia stato possibile reperire lo strumento di morte. Secondo le prime informazioni la vittima, Mohamed Chaanoun, sarebbe stata raggiunta da uno o più colpi inferti con un coltello. Ma sulla provenienza dell’arma non si sa ancora nulla come non è stata resa nota l’identità del suo assassino.

La rapidità dell’attacco ha reso nullo qualsiasi tentativo di salvataggio da parte dei baschi azzurri di servizio nel cortile. Subito intervenuti gli agenti della penitenziaria niente hanno potuto fare per il ragazzo ferito, il cui decesso è avvenuto quasi istantaneamente a causa delle profonde lesioni riportate. Sull’omicidio indaga ora la polizia di Viterbo che dovrà stabilire i motivi della lite e verificare i rapporti esistenti tra i due compagni di cella prima dell’aggressione. I magistrati di turno stanno già ascoltando i potenziali testimoni oculari per comprendere se vi fossero stati scontro verbali o minacce nei giorni precedenti.

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