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“Meloni e Vannacci? Fermiamoli!”. Il politico svela il piano della destra per prendersi tutto

Pubblicato: 17/07/2026 12:37

La politica italiana entra in una fase in cui ogni scelta strategica può modificare gli equilibri futuri. Le alleanze, le riforme e le mosse dei partiti diventano elementi decisivi in vista delle prossime sfide elettorali, con gli schieramenti impegnati a definire identità e prospettive.

In questo scenario si inserisce l’analisi di Matteo Renzi, che invita il centrosinistra a superare divisioni e contrapposizioni interne per costruire una proposta alternativa alla maggioranza. Secondo il leader di Italia Viva, la partita politica dei prossimi anni potrebbe avere conseguenze molto rilevanti sugli assetti istituzionali del Paese.
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Renzi e lo scenario Meloni-Vannacci

In un’intervista a Repubblica, Matteo Renzi sostiene che il centrosinistra debba impedire quello che definisce il progetto di “Meloni al Quirinale e Vannacci a Chigi”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, la nuova legge elettorale arriverà all’approvazione perché la premier Giorgia Meloni avrebbe timore di perdere il confronto elettorale. Renzi interpreta l’insistenza sulla riforma come un possibile segnale di difficoltà politica.

«Ha paura di perdere e l’aver insistito così tanto su questa riforma è un segnale di debolezza», afferma Renzi, secondo cui il centrosinistra dovrebbe sfruttare questa fase per costruire un fronte più ampio possibile.

L’ex premier ipotizza anche uno scenario di pareggio elettorale, sostenendo che Meloni non potrebbe permetterselo: «Perché a quel punto sarebbe risucchiata in un governo di responsabilità. Gioca il tutto per tutto: se vince fa all-in e si prende il Quirinale».

La legge elettorale e il ruolo della politica

Renzi invita il centrosinistra a non affidarsi a eventuali interventi della Corte costituzionale sulla riforma elettorale.

«Lasciamo che la Corte faccia il suo mestiere, non mi sembra corretto puntare a un intervento dei giudici. Parliamo di politica», sostiene il leader di Italia Viva.

Secondo Renzi, le difficoltà interne alla maggioranza rappresenterebbero invece un’opportunità per le opposizioni. «Se loro sono così impauriti, e se ne dicono di tutti i colori fra alleati, per il centrosinistra è un’occasione da non perdere», afferma.

Il riferimento è anche agli errori commessi in passato: «Dopo il referendum potevamo sfruttare l’onda e invece ci siamo fatti male da soli, oggi per favore non commettiamo lo stesso errore».

Per Renzi, la strategia dovrebbe concentrarsi su una proposta politica più ampia, capace di coinvolgere diversi settori della società. «Bisogna smetterla di guardarsi la punta dei piedi e pensare alle sfide internazionali, all’innovazione tecnologica, alle scelte sull’energia e sugli stipendi, a un nuovo modello di sanità».

Il confronto su Vannacci e il centrodestra

Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda il ruolo di Roberto Vannacci e il rapporto con la coalizione di centrodestra.

Secondo Renzi, il centrodestra si troverebbe davanti a una scelta difficile: «Su Vannacci il centrodestra fa un’operazione lose-lose, anziché win-win. Perché se lo imbarcano perdono la faccia, se non lo imbarcano perdono le elezioni. Ammesso che Vannacci voglia farsi imbarcare…».

Il leader di Italia Viva sostiene che la crescita del movimento guidato dall’ex generale potrebbe modificare gli equilibri interni della coalizione.

«Il generale rende irrilevanti la Lega e Forza Italia. Se sta in coalizione, il prossimo vicepremier lo fa Vannacci, altro che Salvini», afferma Renzi.

Da qui il suo appello agli alleati del centrosinistra: «Basta polemiche, ora uniti e andiamo a vincere. Se non vinciamo, la Meloni va al Quirinale e Vannacci a Chigi».

Il campo largo e l’apertura a Calenda

Un altro punto centrale riguarda la costruzione del campo largo. Renzi sostiene che le opposizioni debbano mantenere aperto il dialogo anche con Carlo Calenda.

«La coalizione dovrebbe tenere le porte a Calenda spalancate», dice il leader di Italia Viva, pur aggiungendo una critica sul percorso politico del leader di Azione: «Sapendo che Calenda cambia idea sempre la sera prima della presentazione delle firme».

Secondo Renzi, però, l’obiettivo principale deve essere la vittoria elettorale: «Meglio avere tutti dentro e vincere che fare questioni di lana caprina e perdere. Prepariamoci ad accoglierlo senza polemiche».

La coalizione, secondo la sua visione, dovrebbe rappresentare una sinistra con caratteristiche diverse rispetto al passato: «Una sinistra che difende anche chi produce posti di lavoro, una sinistra pro-Pil e non solo pro-Pal, una sinistra che non sia succube del giustizialismo, che lotta contro il climate change con la tecnologia e non con l’ideologia, una sinistra che sulla difesa dell’Ucraina non torni indietro».

Gli obiettivi indicati per le prossime elezioni

Renzi individua infine tre grandi priorità in vista della prossima sfida politica.

Il primo obiettivo è «assicurare un presidente della Repubblica non sovranista nel 2029». Il secondo riguarda il contrasto all’emigrazione dei giovani italiani, definita un fenomeno che «impoverisce l’Italia e produce un crollo demografico». Il terzo è «evitare una svolta Maga anche nell’Ue».

Secondo il leader di Italia Viva, questi obiettivi dovrebbero superare le differenze interne al centrosinistra: «Tutti obiettivi che sono più grandi delle nostre differenze. Basta parlarci addosso, ora è tempo di agire».

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