
Prosegue senza sosta l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Nella notte Washington ha lanciato una nuova ondata di bombardamenti contro obiettivi iraniani, colpendo anche l’isola strategica di Qeshm, considerata dagli analisti la “portaerei inaffondabile” di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Intanto la Guida Suprema Ali Khamenei ha annunciato la sospensione del memorandum con gli Stati Uniti, dichiarando che “la firma di Trump non vale nulla”. Sul terreno si registrano anche le prime pesanti conseguenze per le forze americane: due militari sono morti in Giordania e un terzo risulta disperso. In parallelo cresce la tensione anche nei Territori palestinesi, dove si segnala una nuova escalation delle violenze in Cisgiordania.
13:08 – Giordania smentisce l’evacuazione di aeroporto e porto di Aqaba
Il governo giordano ha smentito l’annuncio diffuso in precedenza dall’ambasciata degli Stati Uniti sull’evacuazione dell’aeroporto e del porto di Aqaba. Il portavoce del governo, Mohammad al-Momani, ha assicurato che entrambe le infrastrutture continuano a operare regolarmente e che non sono state rilevate minacce tali da giustificare un provvedimento di evacuazione.
13:04 – Teheran: “Gli Usa hanno colpito il cantiere della centrale nucleare civile di Darkhovin”
L’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha denunciato un attacco statunitense contro il cantiere della centrale nucleare civile di Darkhovin, nella provincia del Khuzestan. Secondo Teheran, l’impianto da 300 megawatt, ancora in costruzione, sarebbe stato colpito intorno alle 3:39 ora locale da diversi proiettili. L’ente ha definito l’azione un “attacco terroristico” da parte degli Stati Uniti.
12:51 – Satellite mostra una colonna di fumo nero sull’isola di Qeshm
Le immagini satellitari diffuse nelle ultime ore mostrano una vasta colonna di fumo nero che si alza dall’area portuale dell’isola iraniana di Qeshm, uno degli obiettivi colpiti durante la nuova offensiva americana.
12:31 – Iran: fermate diverse navi nello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato di aver fermato diverse imbarcazioni che avrebbero tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione. Secondo il comunicato, quattro navi avrebbero ignorato gli avvertimenti delle autorità iraniane: due sarebbero state fermate dopo un incidente, mentre le altre due avrebbero invertito la rotta.
12:15 – Ambasciata Usa: evacuati aeroporto e porto di Aqaba per una minaccia credibile
L’ambasciata statunitense in Giordania aveva invitato i cittadini americani a evitare l’aeroporto internazionale e il porto di Aqaba, parlando di una “minaccia specifica e credibile”. L’avviso è arrivato in un clima di forte tensione regionale, dopo che il Centcom ha confermato la morte di due militari americani in un attacco iraniano avvenuto venerdì in Giordania, mentre un terzo risulta ancora disperso.
11:58 – Nuovi raid Usa contro l’Iran dopo la morte dei soldati americani
Gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova serie di bombardamenti contro obiettivi militari iraniani, spiegando che l’operazione rappresenta una risposta alla morte dei due soldati americani uccisi negli attacchi iraniani in Giordania. Secondo il Centcom, durante l’ottava notte consecutiva di raid sono stati colpiti siti militari e postazioni del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ritenute responsabili degli attacchi contro il personale statunitense.
Le agenzie iraniane Mehr e Tasnim riferiscono di bombardamenti nella zona portuale di Sirik, affacciata sullo Stretto di Hormuz, mentre l’agenzia ufficiale Irna segnala un attacco nei pressi di Hajiabad, nella provincia di Hormozgan.
In risposta, secondo la televisione di Stato iraniana, Teheran avrebbe lanciato droni esplosivi contro due basi utilizzate dalle forze statunitensi in Kuwait. Il comandante dell’Esercito iraniano, generale Ali Abdollahi, ha assicurato che qualsiasi nuova offensiva americana riceverà una risposta “decisiva e devastante”.
Il bilancio delle perdite statunitensi continua intanto ad aggravarsi. Dopo la conferma della morte di due soldati nell’attacco del 17 luglio in Giordania e la scomparsa di un terzo militare, il numero complessivo dei militari americani uccisi dall’inizio delle ostilità, riprese il 7 luglio, sale a sedici.


