
Proseguono le indagini sulla morte di Daniela Florea, la donna di 35 anni trovata senza vita in un appartamento di via Paisiello, nel quartiere Barriera di Milano, a Torino. Il corpo era nascosto all’interno di un letto contenitore e avvolto in un telo, un particolare che gli investigatori ritengono compatibile con un tentativo di occultare la salma e ritardarne il ritrovamento.
La Procura di Torino ha aperto un fascicolo per omicidio. A coordinare le indagini è la pubblico ministero Delia Boschetto, che ha disposto l’autopsia affidandola al medico legale Roberto Testi.
Attesa per l’autopsia
L’esame autoptico dovrà chiarire le cause e l’orario della morte, oltre a verificare l’eventuale presenza di lesioni, segni di aggressione o elementi che possano contribuire a ricostruire la dinamica del decesso.
I risultati dell’autopsia e dei successivi accertamenti di laboratorio sono considerati fondamentali per orientare l’inchiesta e comprendere come sia morta la 35enne.
La casa era in ordine e senza segni di effrazione
Tra gli elementi che stanno attirando l’attenzione degli investigatori c’è lo stato dell’appartamento. Durante il sopralluogo della polizia scientifica non sono stati rilevati segni di effrazione sulla porta d’ingresso né tracce di disordine o mobili messi a soqquadro.
Questi elementi rendono, allo stato attuale, meno probabile l’ipotesi di un furto finito nel sangue e orientano gli accertamenti verso la possibilità che Daniela Florea conoscesse la persona entrata in casa e le abbia aperto spontaneamente la porta.
Testimonianze e telecamere al centro delle indagini
Gli investigatori stanno raccogliendo le testimonianze di parenti, amici e conoscenti della vittima per ricostruire le sue ultime ore, le relazioni personali e gli spostamenti precedenti alla morte.
Parallelamente vengono analizzati i contatti recenti della donna e le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, con l’obiettivo di individuare l’ultima persona che potrebbe averla vista in vita e fare luce su quanto accaduto.


