Vai al contenuto

Fakir morto a Bologna, i soccorritori: “Era vivo ma in condizioni gravissime”

Pubblicato: 22/07/2026 21:15

Momenti di forte apprensione nella vicenda di Abderrahim Fakir, il 42enne morto a Bologna dopo un intervento delle forze dell’ordine. Nuovi filmati, diffusi da La7 e dalla Rai, documentano quanto accaduto nei garage di via Svevo, al Pilastro, nelle ore precedenti al drammatico epilogo. Intanto emerge un ulteriore elemento: appena un mese prima Fakir si era rivolto al pronto soccorso chiedendo di parlare con uno psichiatra.

Il 20 giugno l’uomo era arrivato in ambulanza all’ospedale Maggiore di Bologna con ferite a un polso, considerate compatibili con possibili gesti autolesionistici. Non risultava seguito dal Centro di salute mentale, ma aveva chiesto assistenza psichiatrica. L’accesso era stato classificato come codice azzurro, un dato ora al vaglio nell’ambito degli accertamenti sulla sua morte.

I video di Abderrahim Fakir nei garage del Pilastro

Domenica 19 luglio, poco prima dell’arresto, le telecamere mostrano Abderrahim Fakir a terra, senza scarpe e in evidente stato confusionale. Nei video resi pubblici l’uomo urla “Aiuto”, si porta più volte le mani alla testa e sembra dire “Aiuto, mi vogliono ammazzare”.

Fakir riesce poi a rialzarsi, colpisce alcune saracinesche e cammina con le braccia sollevate. Sul posto c’è già un agente, che gli ripete da lontano “devi stare calmo”. Il 42enne, però, lo zittisce. Sono immagini che restituiscono il quadro di una situazione già estremamente tesa, prima dell’arrivo della pattuglia.

Video dell'intervento delle forze dell'ordine nel caso di Abderrahim Fakir a Bologna

La sequenza dell’intervento e l’uso dello spray

La prima richiesta di soccorso al 118 viene effettuata alle 11.59. Alle 12.15 arrivano due poliziotti, di 23 e 28 anni, e il capopattuglia attiva la bodycam. Per circa mezz’ora gli agenti attendono che Fakir si calmi, mentre la situazione resta delicata.

Secondo la ricostruzione, tutto precipita quando il 42enne si scaglia prima contro un’auto che sta entrando nei garage, quindi contro il conducente e infine contro i poliziotti. L’uomo avrebbe anche tentato di morderli. Dopo il morso alla gamba di uno degli agenti viene usato lo spray al peperoncino. Le immagini registrate dalle bodycam non sono state diffuse.

Nuove immagini del caso Abderrahim Fakir a Bologna

Fakir a terra e l’arrivo dell’automedica

Nei filmati circolati in queste ore si vede Fakir bloccato a terra, in posizione prona. Le immagini sembrano mostrare un agente che gli tiene la testa contro l’asfalto e lo colpisce due volte, mentre l’uomo riesce a liberare un braccio. Un cittadino, invece, gli trattiene le gambe.

Il 42enne continua a chiedere “Aiuto” e “basta”. Poi i lamenti si fanno sempre più deboli, fino a cessare. Alle 12.48 arriva l’automedica, mentre i volontari hanno già iniziato le manovre di rianimazione. Una sequenza drammatica, ora al centro delle indagini.

Le indagini della Procura di Bologna

La Procura di Bologna sta ricostruendo l’intera vicenda, in una sequenza che risulterebbe più lunga rispetto a quella visibile nei video diffusi online. Nel registro delle annotazioni preliminari compaiono sei persone: i due agenti intervenuti e quattro operatori sanitari. L’inserimento, viene precisato, non equivale automaticamente a un’iscrizione nel registro degli indagati.

Gli inquirenti hanno acquisito le bodycam, le telefonate dei residenti, le comunicazioni radio e i contatti con il 118. Sarà un collegio di specialisti, attraverso l’autopsia, a chiarire cause e tempi della morte di Abderrahim Fakir. Gli accertamenti proseguono per definire ogni passaggio di quanto accaduto quel giorno al Pilastro.

Il racconto dei soccorritori intervenuti dopo il fermo

Emergono nuovi elementi sulla morte di Abderrahim Fakir, l’uomo deceduto pochi minuti dopo essere stato immobilizzato dalla polizia a Bologna. Secondo quanto riferito dai volontari della Croce Rossa Italiana intervenuti in via Svevo, i soccorsi sarebbero arrivati sul posto in meno di un minuto (“Siamo arrivati in meno di un minuto, era vivo ma in condizioni gravissime”). Al momento in cui i sanitari hanno potuto avvicinarsi, spiegano gli operatori, Fakir presentava ancora funzioni vitali, anche se le sue condizioni sono apparse fin da subito estremamente gravi. Per questo motivo, dopo poche decine di secondi, è stata avviata la rianimazione cardiopolmonare.

Il defibrillatore non ha erogato la scarica

Dopo il massaggio cardiaco, i volontari hanno tentato di utilizzare il defibrillatore. Il dispositivo, tuttavia, non ha erogato la scarica perché il sistema di sicurezza integrato ha rilevato parametri vitali incompatibili con il trattamento, rendendo l’intervento inutile o potenzialmente controproducente.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 22/07/2026 23:04

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure