Vai al contenuto

Luigi Esposito ucciso e bruciato, il cellulare del giornalista riacceso o spostato

Pubblicato: 23/07/2026 19:32

Un fitto alone di mistero avvolge la tragica scomparsa che sta sconvolgendo l’intera comunità salernitana e il mondo dell’informazione locale. Uno dei tanti interrogativi che circondano la morte di Luigi Esposito, conosciuto come Luca, il giornalista di 53 anni ucciso a Eboli, nel Salernitano, domenica 19 luglio, riguarda il suo cellulare: il telefono del giornalista non è stato trovato né nel terreno agricolo in cui è stato rinvenuto il cadavere, ormai carbonizzato, e neppure nell’automobile, trovata poco distante.

Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, al quale si aggiunge un ulteriore ed enigmatico elemento emerso nelle ultime ore di indagine. Un amico di Luigi Esposito, intervistato nel corso della trasmissione “La vita in diretta estate”, andata in onda oggi, 23 luglio, ha riferito che, viste le difficoltà per mettersi in contatto con lui, nella mattinata di domenica gli ha inviato un messaggio vocale che, inizialmente, non è stato recapitato. Soltanto nel pomeriggio, come ha raccontato ancora l’amico del giornalista, le spunte sarebbero diventate due e quindi il messaggio sarebbe stato recapitato. Questo indicherebbe che il cellulare del 53enne potrebbe essere stato riacceso o spostato in un secondo momento in una zona in cui c’era ricezione.

I dubbi sull’autopsia e l’orrore del delitto

Mentre gli investigatori tentano di tracciare gli ultimi spostamenti del dispositivo elettronico, l’attenzione resta altissima sugli esiti degli accertamenti medico-legali. Un altro interrogativo della vicenda è rappresentato dalle modalità e dalle cause della morte del giornalista. Ieri è stata eseguita l’autopsia: dalle prime indicazioni, Luigi Esposito potrebbe essere stato strangolato, ma saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire con esattezza cosa abbia causato la morte del 53enne, sul cui corpo sono anche state riscontrate numerose fratture.

Un quadro drammatico che solleva interrogativi agghiaccianti sulla ferocia degli aggressori e sull’esatta dinamica dell’agguato. Un altro nodo da sciogliere riguarda, poi, le tempistiche e le modalità con le quali il giornalista è stato dato alle fiamme: non è ancora chiaro, infatti, se Luigi Esposito sia stato bruciato quando era ancora in vita. Un tassello fondamentale che le analisi di laboratorio dovranno chiarire nelle prossime ore per dare risposte alla famiglia e consegnare i responsabili alla giustizia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure