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Trump riapre la guerra dei dazi e mette in ginocchio l’Europa: colpiti 60 Paesi

Pubblicato: 24/07/2026 08:40

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una nuova stretta commerciale introducendo dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da 60 partner commerciali, responsabili complessivamente del 99% dell’import statunitense. Tra i Paesi e le aree interessate figura anche l’Unione europea, che ha contestato duramente le motivazioni addotte da Washington.

Le nuove misure entrano in vigore alla scadenza del regime tariffario temporaneo introdotto nei mesi scorsi e segnano un nuovo capitolo nelle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e i principali partner economici.

La motivazione: il lavoro forzato

Secondo l’amministrazione Trump, i nuovi dazi sono giustificati dal fatto che molti partner commerciali non avrebbero adottato misure sufficienti per impedire l’importazione e la commercializzazione di beni realizzati con lavoro forzato.

«Gli Stati Uniti applicano un divieto di importazione per i beni prodotti con lavoro forzato da quasi un secolo e lo fanno con rigore; è ormai giunto il momento che anche i nostri partner commerciali facciano lo stesso», ha dichiarato il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer.

La replica dell’Unione europea

Bruxelles respinge con decisione le accuse. La vicepresidente della Commissione europea e Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito «senza fondamento» le motivazioni alla base della decisione americana.

«Se si confrontano le nostre leggi sul lavoro con quelle degli Stati Uniti, noi abbiamo ferie retribuite e condizioni di lavoro molto buone per i nostri dipendenti», ha affermato.

Kallas ha inoltre ricordato che Bruxelles riteneva di aver già raggiunto un’intesa con Washington.

«Avevamo un accordo con gli Stati Uniti e noi abbiamo rispettato la nostra parte dell’intesa. Per questo è una sorpresa negativa vedere che quell’accordo non viene rispettato», ha aggiunto.

Perché Trump può imporre i nuovi dazi

Le nuove tariffe sostituiscono i dazi temporanei del 10% applicati a livello globale, introdotti dopo che, a febbraio, la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva annullato un precedente pacchetto di misure tariffarie voluto dalla Casa Bianca.

Per rendere più solide le nuove misure sul piano giuridico, Trump ha scelto di ricorrere alla Sezione 301 del Trade Act del 1974, una disposizione che autorizza il presidente statunitense a imporre dazi o altre sanzioni commerciali nei confronti di Paesi accusati di adottare pratiche considerate «ingiustificabili», «irragionevoli» o «discriminatorie».

Si tratta dello stesso strumento giuridico utilizzato durante il primo mandato di Trump per introdurre i pesanti dazi contro la Cina, misure che avevano superato le successive contestazioni legali.

Nuove tensioni commerciali

L’iniziativa rischia ora di riaccendere le tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e numerosi partner economici, a partire dall’Unione europea, che contesta sia le motivazioni sia il mancato rispetto degli accordi raggiunti con Washington.

L’evoluzione della vicenda potrebbe avere ripercussioni sui rapporti economici internazionali e aprire una nuova fase di confronto tra le due sponde dell’Atlantico.

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