
La costante attività geodinamica lungo la dorsale appenninica continua a rappresentare uno dei temi di maggiore rilievo per il monitoraggio scientifico e la gestione delle emergenze sul territorio nazionale. Quando i rilasci di energia della crosta terrestre interessano aree di confine tra diverse regioni, la risposta dei protocolli di sorveglianza e la tempestività delle rilevazioni strumentali diventano essenziali per valutare la risposta delle infrastrutture e l’impatto sulle comunità locali. Analizzare l’estensione dei fenomeni di risentimento sismico e l’andamento delle sequenze strumentali consente alle autorità di garantire una costante informazione pubblica, mantenendo elevata la soglia di attenzione e prevenzione in interi distretti collinari e montani.
La scossa nella notte e l’epicentro a Pizzone
Un brusco risveglio ha interessato una vasta area dell’Italia centrale e meridionale nelle prime ore della giornata, spingendo molti cittadini ad abbandonare precauzionalmente le proprie abitazioni. Una scossa di terremoto si è registrata la scorsa notte a Pizzone, in provincia di Isernia, in Molise. Secondo le prime stime dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia il terremoto è avvenuto alle 00.08 e ha avuto una magnitudo di 4.1. L’epicentro era a una profondità di circa 10 chilometri, una quota ipocentrale relativamente superficiale che ha amplificato la percezione del movimento tellurico in superficie.
Per questo motivo la scossa è stata avvertita in modo molto forte e in diverse regioni limitrofe. Molta gente è scesa in strada per paura. Lo sciame sismico è arrivato infatti fino in Campania, dove la scossa è stata avvertita da buona parte della popolazione, Lazio e Abruzzo.
L’andamento dello sciame e i comuni coinvolti
La propagazione delle onde sismiche ha attraversato i confini provinciali, interessando sia i grandi centri urbani dell’entroterra sia i piccoli borghi situati a ridosso dell’area epicentrale. In particolare il terremoto è stato avvertito fra Frosinone, Sora, Isernia, Cassino e Sulmona, oltre che Caserta. Castel San Vincenzo, Montenero Val Cocchiara, Alfedena, Scapoli, Cerro al Volturno, Rocchetta a Volturno, Scontrone, San Biagio, Saracinisco e Barrea sono invece i comuni entro i 10 km dall’epicentro.
Fortunatamente, i sopralluoghi effettuati dai tecnici e dalle forze dell’ordine nelle ore successive non hanno evidenziato criticità strutturali. Al momento non si segnalano danni a persone o cose. Le reti di rilevamento dell’Ingv hanno comunque continuato a registrare i successivi assestamenti della faglia: una seconda scossa, di magnitudo 2.2, è stata avvertita sempre nella stessa area alle 3:41, ad una profondità di 9 chilometri, mantenendo in allerta i presidi della protezione civile.


