Vai al contenuto

No Tav, scontri in Valsusa: circa 450 identificati, oltre 120 feriti tra forze dell’ordine

Pubblicato: 26/07/2026 13:07

Una nuova e violenta giornata di tensione è tornata a scuotere la stabilità del territorio valsusino, trasformando l’area dei cantieri dell’alta velocità in un vero e proprio campo di battaglia. A quanto si apprende, sono circa 450 i manifestanti coinvolti negli scontri di ieri in Valsusa nei cantieri della Tav di San Didero e Chiomonte, nell’ambito delle indagini svolte dagli investigatori delle forze dell’ordine. Un bilancio pesante che attesta l’innalzamento del livello di scontro attorno alle opere infrastrutturali della valle.

Gli investigatori stanno lavorando alacremente per identificare i responsabili dei disordini, analizzando minuziosamente i filmati girati durante gli assalti. Sono complessivamente oltre 120 le forze dell’ordine rimaste ferite ieri negli scontri. A Chiomonte, in particolare, per oltre un’ora alcune centinaia di manifestanti vestiti di nero e completamente travisati hanno assaltato il cantiere e lanciato oggetti tra cui pietre, bulloni, bottiglie di vetro, razzi e bottiglie incendiarie contro le forze dell’ordine poste a difesa dell’area.

La risposta delle forze dell’ordine e il bilancio dei feriti

L’azione coordinata dei reparti mobili ha impedito che la situazione potesse degenerare ulteriormente all’interno delle aree di cantiere blindate. Le forze di polizia hanno risposto con lacrimogeni e idranti fino a quando sono riusciti a respingere i manifestanti fuori dal cantiere. Una resistenza strenua che ha evitato l’occupazione della struttura ma ha pagato un prezzo altissimo in termini di uomini feriti sul campo.

Le strutture sanitarie della zona sono state messe sotto pressione per gestire l’emergenza e prestare i primi soccorsi al personale in divisa coinvolto nei fitti lanci di oggetti. Il conto finale di quanti hanno dovuto far ricorso alle cure dei sanitari è di 58 poliziotti, 48 carabinieri e 18 finanzieri (124), di questi alcuni ancora in osservazione in ospedale. Gli inquirenti proseguono nel vaglio delle posizioni dei manifestanti identificati sul posto per far scattare le prime denunce.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure