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Meloni al cantiere Tav dopo l’assalto: “Violenza organizzata”. Il sopralluogo con Piantedosi a Chiomonte, il governo prepara la stretta

Pubblicato: 27/07/2026 12:37

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata questa mattina a Chiomonte, in Val di Susa, insieme al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per effettuare un sopralluogo al cantiere della Torino-Lione, preso d’assalto sabato pomeriggio durante una manifestazione del movimento No Tav.
La visita arriva a poche ore dagli scontri che hanno provocato ingenti danni alle strutture del cantiere e rappresenta un segnale di vicinanza del governo alle forze dell’ordine impegnate nella difesa del sito e ai lavoratori coinvolti nella realizzazione dell’opera.

Il sopralluogo al cantiere devastato dagli scontri

Dopo essere atterrati all’aeroporto di Torino-Caselle, Meloni e Piantedosi hanno raggiunto il cantiere in elicottero. Ad accoglierli sono stati il capo della Polizia Vittorio Pisani, il prefetto di Torino Donato Cafagna e il questore Massimo Gambino, impegnati fin dalle prime ore successive agli scontri nel coordinamento delle attività di sicurezza e delle indagini.

Secondo una prima stima di Telt, la società italo-francese incaricata della costruzione e della gestione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione, l’assalto avrebbe provocato danni per circa un milione di euro. Durante gli scontri sono stati devastati uffici, container, hangar e diversi mezzi operativi presenti all’interno dell’area del cantiere.

Piantedosi: «Esiste un’internazionale della violenza»

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ministro dell’Interno ha definito gli episodi avvenuti in Val di Susa come l’ennesima dimostrazione dell’esistenza di «un’internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro».

Per Piantedosi, tutte le forze politiche democratiche dovrebbero prendere le distanze «senza tentennamenti o infingimenti» da chi utilizza le manifestazioni come occasione per mettere in atto azioni di guerriglia.

Il ministro ha inoltre sottolineato che numerosi partecipanti agli scontri sono stati fermati e identificati, elogiando il comportamento delle forze dell’ordine, che hanno saputo gestire una situazione particolarmente complessa «con equilibrio e professionalità».

«Attaccare le divise significa attaccare lo Stato»

Piantedosi ha ribadito che gli episodi di violenza contro polizia e carabinieri rappresentano un attacco diretto alle istituzioni. «Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato», ha affermato, sostenendo che il lavoro svolto dalle forze dell’ordine in Val di Susa abbia evitato conseguenze ancora più gravi.

Il titolare del Viminale ha quindi richiamato anche quanto avvenuto nei giorni scorsi a Bologna, invitando a non trasformare vicende ancora al vaglio della magistratura in «processi sommari» nei confronti degli agenti. Secondo Piantedosi, alimentare un clima di ostilità verso le forze di polizia significa indebolire chi ogni giorno opera per garantire la sicurezza dei cittadini.

Il governo prepara una stretta contro la violenza

Il ministro ha infine ribadito che la sicurezza continuerà a essere una priorità dell’esecutivo, ricordando i risultati ottenuti dal governo sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare, dei rimpatri, della riduzione dei reati e del rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine.

Alla luce di quanto accaduto in Val di Susa, Piantedosi ha assicurato che il governo lavorerà affinché gli episodi di violenza verificatisi durante l’assalto al cantiere della Torino-Lione «non rimangano senza conseguenze».

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Ultimo Aggiornamento: 27/07/2026 12:48

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