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Trump frena i raid sull’Iran, ma dice: “Ho molto tempo, diamo una chance”

Pubblicato: 27/07/2026 18:52

Prosegue la fase di apparente tregua sul fronte tra Stati Uniti e Iran. Per la terza notte consecutiva Washington non ha effettuato nuovi bombardamenti contro obiettivi iraniani, mentre continuano i tentativi diplomatici per sbloccare la crisi nello Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha spiegato di aver deciso di sospendere temporaneamente gli attacchi per concedere ai negoziati un’ultima possibilità, ma ha ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a tornare all’azione militare qualora la diplomazia dovesse fallire.

Nel frattempo resta alta la tensione in tutto il Medio Oriente. Israele ha annunciato di aver ucciso il comandante delle forze di sicurezza interne di Hamas nella Striscia di Gaza, mentre gli Houthi continuano a minacciare il traffico marittimo nel Mar Rosso e l’Iran prosegue i colloqui con l’Oman sul futuro dello Stretto di Hormuz.

Trump: “Diamo una chance, ho molto tempo”

“Ho molto tempo”. Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva quanto potesse durare la sua pazienza con l’Iran. “C’è la possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran”, ha aggiunto riferendo che ci sono colloqui in corso.

Trump: “Pronto a colpire ancora se la diplomazia non funziona”

Intervistato da Axios, Trump ha confermato che la sospensione dei raid è una scelta tattica e non un cambio di strategia.

Il presidente ha spiegato di voler concedere ai negoziatori un’ultima opportunità per arrivare a una soluzione diplomatica della crisi. Allo stesso tempo ha chiarito che, se i colloqui non dovessero produrre risultati concreti, gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le operazioni militari con forza.

Nel corso di un’intervista al Wall Street Journal, Trump ha inoltre respinto le indiscrezioni secondo cui la decisione di interrompere temporaneamente i bombardamenti sarebbe stata dettata dalla diminuzione delle scorte di missili e intercettori. «Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno», ha dichiarato, smentendo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore.

Domani il faccia a faccia con Netanyahu

Il presidente americano riceverà alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Anticipando i temi dell’incontro, Trump ha dichiarato che ricorderà al leader israeliano come, senza il suo ritorno alla Casa Bianca, l’Iran sarebbe ormai vicino a dotarsi dell’arma nucleare.

«Se non fossi stato presidente, l’Iran avrebbe avuto l’arma nucleare e Israele sarebbe stato distrutto», ha affermato il tycoon, rilanciando la propria linea di assoluta fermezza nei confronti di Teheran.

Il New York Times: “La guerra sta consumando la presidenza”

Non mancano però le analisi critiche negli Stati Uniti. Il New York Times sostiene che il conflitto con l’Iran stia progressivamente logorando la presidenza Trump.

Secondo il quotidiano americano, quella che inizialmente sembrava poter essere un’operazione militare rapida si è trasformata in una guerra lunga e complessa, con ripercussioni sull’economia internazionale e sulle quotazioni del petrolio. L’amministrazione americana, osserva il giornale, non sarebbe ancora riuscita a raggiungere gli obiettivi strategici fissati all’inizio della campagna.

Israele: “Eliminato il capo della sicurezza interna di Hamas”

Sul fronte della Striscia di Gaza, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver ucciso Wael al-Ladawi, comandante del Servizio di Sicurezza Interna di Hamas nel governatorato centrale.

Secondo l’esercito israeliano, il dirigente dell’organizzazione palestinese coordinava la raccolta di informazioni per i vertici di Hamas, contribuendo alla pianificazione di operazioni contro Israele. L’uomo sarebbe rimasto ucciso in un attacco che ha colpito un’automobile a Deir al-Balah. La sua morte era stata confermata nelle scorse ore anche dal ministero dell’Interno controllato da Hamas.

Hormuz resta chiuso, continuano i colloqui tra Iran e Oman

Sul piano diplomatico, Teheran ha ribadito che i negoziati in corso con l’Oman riguardano esclusivamente la gestione dello Stretto di Hormuz e non coinvolgono gli Stati Uniti.

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha precisato che la via marittima strategica «rimane chiusa» e ha escluso qualsiasi partecipazione americana ai colloqui bilaterali.

Nelle stesse ore, i media iraniani hanno riferito che le autorità di Teheran avrebbero fermato sei navi che avrebbero tentato di attraversare lo Stretto seguendo una rotta ritenuta illegale, una ricostruzione che non ha trovato conferme indipendenti.

Houthi e Mar Rosso, resta alta la tensione

La crisi continua a estendersi anche al Mar Rosso, dove i ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato nuovi attacchi con droni contro infrastrutture petrolifere saudite.

Gli episodi seguono i raid che nei giorni scorsi avevano colpito impianti del colosso energetico Aramco e hanno contribuito a ridurre il traffico navale nello stretto di Bab el Mandeb, altra rotta strategica per il commercio mondiale.

Nonostante la pausa nei bombardamenti statunitensi contro l’Iran, il quadro regionale resta quindi estremamente instabile. La diplomazia continua a lavorare per evitare una nuova escalation, ma Washington mantiene sul tavolo l’opzione militare qualora i negoziati dovessero fallire.

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Ultimo Aggiornamento: 27/07/2026 20:30

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