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Cesenatico, morto dopo l’aggressione: gli amici scendono in piazza per chiedere giustizia per Alfiero

Pubblicato: 27/07/2026 19:41

La morte di Alfiero Moretti ha scosso la comunità di Cesenatico. Il 63enne è deceduto domenica dopo alcuni giorni di ricovero, a seguito di un’emorragia cerebrale sopraggiunta dopo l’aggressione subita nella notte tra venerdì 17 e sabato 18 luglio nei pressi della sede Caritas.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo sarebbe stato aggredito da una coppia di trentenni emiliani. Gli amici di Alfiero hanno organizzato un presidio in città per ricordarlo e chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda.

Il corteo degli amici: «Giustizia per Alfiero»

Questa mattina diverse persone hanno sfilato per le strade di Cesenatico con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul caso. I partecipanti hanno voluto rendere omaggio al 63enne e chiedere alle autorità di chiarire ogni aspetto dell’accaduto.

La vicenda è ora al centro delle indagini dei carabinieri di Cesenatico, che stanno ricostruendo la dinamica dell’aggressione e le responsabilità.

L’appello alla calma del sindaco

Il sindaco Matteo Gozzoli ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e alle persone vicine ad Alfiero, sottolineando il forte impatto che la sua scomparsa ha avuto sulla comunità.

«La sua scomparsa improvvisa, dopo un malore, ha colpito molto la nostra comunità», ha dichiarato il primo cittadino, invitando però a evitare conclusioni premature in attesa degli accertamenti della magistratura.

Gozzoli ha ricordato anche la situazione dell’area intorno all’ex convento dei Cappuccini, dove dal 2024 è presente la Caritas di Cesenatico. Dopo la chiusura del dormitorio nel 2025, nella struttura sono rimasti attivi i servizi di mensa solidale e raccolta di abiti usati.

Il sindaco ha spiegato che nei mesi scorsi l’area è stata monitorata dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale, con interventi legati soprattutto a episodi di schiamazzi o degrado, ma non a situazioni di violenza. «Senza minimizzare e senza sottovalutare la situazione, ma allo stesso tempo senza correre verso conclusioni affrettate», ha concluso Gozzoli.

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