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Caldo estremo e cuore, l’allarme: “Questo non fatelo”

Pubblicato: 28/07/2026 20:27

L’afa intensa che sta investendo l’Italia non è soltanto un disagio estivo. Temperature elevate per gran parte della giornata, umidità e notti senza refrigerio possono mettere seriamente sotto pressione l’organismo, soprattutto nelle persone anziane e fragili. Tra gli organi più esposti c’è il cuore: gli specialisti richiamano alla massima prudenza, in particolare nella gestione delle terapie.

Il rischio aumenta quando il caldo persiste per giorni e impedisce al corpo di recuperare. Debolezza, capogiri e palpitazioni possono essere campanelli d’allarme da non trascurare, anche in chi non ha mai ricevuto una diagnosi cardiaca.

Caldo estremo durante l'ondata di afa in Italia

Caldo estremo e cuore, perché l’organismo va sotto pressione

Con l’arrivo dell’anticiclone africano, nelle ore più roventi il corpo è costretto a lavorare continuamente per disperdere il calore e mantenere stabile la temperatura interna. La sudorazione, necessaria per raffreddarsi, comporta però la perdita di acqua e sali minerali, compresi potassio e magnesio, fondamentali per il corretto equilibrio dell’organismo.

Se i liquidi non vengono reintegrati in modo adeguato, il sangue può diventare più concentrato e la circolazione più faticosa. Mal di testa, pressione bassa, vertigini, stanchezza e battito accelerato o irregolare meritano attenzione: secondo quanto segnalato dagli specialisti, non vanno liquidati come semplici effetti del caldo.

Persona esposta alle alte temperature estive

Anziani e malati cronici, l’emergenza colpisce i più fragili

L’emergenza caldo estremo riguarda in primo luogo gli anziani, le persone che vivono sole e chi convive con patologie croniche. Con il passare degli anni, infatti, lo stimolo della sete può essere meno evidente e la capacità dell’organismo di reagire agli sbalzi termici tende a ridursi: la disidratazione può quindi avanzare senza segnali immediati.

Particolare cautela è necessaria per chi soffre di insufficienza cardiaca, ipertensione, diabete, problemi renali o disturbi respiratori. Durante l’afa possono alterarsi più facilmente pressione, frequenza cardiaca ed equilibrio dei liquidi, con il rischio di affanno, gonfiore alle gambe, stanchezza insolita e palpitazioni.

I sintomi da non ignorare durante l’afa

Ci sono condizioni che richiedono un intervento rapido e non consentono attese. Dolore al petto, difficoltà respiratorie, confusione, svenimento o un malessere improvviso impongono di contattare subito i servizi sanitari: aspettare che i sintomi passino da soli può essere pericoloso.

Per chi segue cure continuative o ha ricevuto precise indicazioni mediche, può essere utile tenere sotto controllo pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Il caldo provoca vasodilatazione e può favorire cali di pressione, in particolare dopo un’esposizione prolungata alle alte temperature.

Pressione e battito, quando effettuare i controlli

Le misurazioni dovrebbero essere effettuate dopo alcuni minuti di riposo, in un luogo fresco e lontano dal sole, evitando di controllarsi subito dopo aver camminato o svolto attività fisica. In questo modo il dato può offrire un quadro più attendibile delle proprie condizioni.

Valori molto diversi da quelli abituali, vertigini che non passano o un battito irregolare devono essere comunicati al medico curante. Sarà il professionista, sulla base della situazione complessiva, a valutare se siano necessari ulteriori accertamenti o modifiche nel percorso di cura.

Diuretici e antipertensivi, l’avvertimento sui farmaci

Il punto più delicato riguarda chi assume diuretici e antipertensivi. I diuretici aumentano l’eliminazione dei liquidi e, durante le giornate più calde, possono rendere ancora più complessa la gestione dell’idratazione. Anche i farmaci contro la pressione possono richiedere un controllo medico se i valori cambiano in modo rilevante.

Non si devono sospendere, ridurre o aumentare autonomamente le dosi. È questo l’allarme degli specialisti. Intervenire senza il parere del medico può provocare sbalzi pressori, alterazioni degli elettroliti, ritenzione idrica o il peggioramento di condizioni già presenti.

Integratori e sali minerali, attenzione al fai da te

La prudenza vale anche per gli integratori di potassio, magnesio e sali minerali. Non sono soluzioni adatte indistintamente a tutti, soprattutto per chi ha patologie cardiache o renali oppure assume farmaci con regolarità.

Prima di ricorrere a prodotti fai da te è necessario chiedere indicazioni al medico. In una fase di forte afa, anche un rimedio apparentemente innocuo può non essere compatibile con le condizioni di salute o con le terapie già in corso.

Come difendersi dal caldo estremo

La prevenzione passa da gesti semplici, ma decisivi: bere spesso, salvo diverse prescrizioni mediche, evitare l’alcol e moderare la caffeina se causa palpitazioni. Nelle fasce orarie più calde è opportuno rinunciare agli sforzi fisici, ai lavori pesanti all’aperto e agli spostamenti non indispensabili.

Abiti leggeri, pasti non abbondanti e ambienti freschi possono ridurre il rischio legato al caldo estremo. L’aria condizionata è utile, purché non venga impostata a temperature troppo basse e il getto non sia diretto sul corpo. In questa emergenza, familiari e vicini hanno un ruolo importante: una telefonata, acqua a disposizione e una casa ben ventilata possono diventare una protezione concreta per chi è solo.

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