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Borseggiano le persone, poi mettono i video su TikTok: annunciano anche le prossime vittime

Pubblicato: 29/07/2026 10:47

Prima riprendono i turisti, poi mostrano il denaro appena rubato e, in alcuni casi, sembrano perfino annunciare il colpo imminente. A Venezia i social network sono diventati uno strumento di ostentazione per alcuni presunti borseggiatori, ma anche un’arma investigativa nelle mani della polizia locale, che utilizza quei filmati per identificarli e ricostruirne gli spostamenti.

I video, pubblicati soprattutto su TikTok, sono ora al centro dell’attività del nucleo investigativo impegnato nel contrasto ai furti che colpiscono quotidianamente residenti e turisti.

I video dei presunti furti sui social

Nei filmati, diffusi dagli stessi autori attraverso i propri profili social, compaiono immagini girate nei luoghi più frequentati della città: dai vaporetti ai ponti, passando per gli imbarcaderi, Piazza San Marco, i traghetti e perfino le gondole.

Secondo quanto emerso, i video mostrerebbero il modus operandi dei gruppi di borseggiatori: l’osservazione delle potenziali vittime, il denaro esibito dopo i colpi e una vita raccontata sui social tra lusso e ostentazione.

Un’esposizione che, oltre a suscitare indignazione, viene considerata dagli investigatori una preziosa fonte di informazioni.

Le indagini della polizia locale

La polizia locale monitora costantemente i contenuti pubblicati online per ricostruire gli spostamenti dei presunti responsabili e individuarne i luoghi abitualmente frequentati.

L’attività investigativa non si limita però all’analisi dei social network. Gli agenti incrociano infatti i filmati con le immagini delle telecamere di videosorveglianza, le segnalazioni dei cittadini, le testimonianze delle vittime e il lavoro della squadra antiborseggio.

Secondo quanto riferito, proprio grazie ai video pubblicati dagli stessi protagonisti gli investigatori riescono spesso a rintracciarli in strada, nei bar, nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi di cambio valuta o nei compro oro.

Il ruolo delle segnalazioni dei cittadini

Tra i punti di riferimento per le segnalazioni c’è anche la pagina Facebook “Veneziani non distratti”, che da tempo pubblica fotografie e informazioni sui presunti borseggiatori avvistati in città.

Molti dei soggetti monitorati dagli investigatori sarebbero gli stessi segnalati dagli utenti attraverso il gruppo.

Monica Poli: “Ci provocano e continuano a mostrarsi”

«Amano Venezia perché rubano indisturbati», afferma Monica Poli, consigliera comunale e fondatrice del gruppo “Veneziani non distratti”.

«Basta individuare il profilo di uno di loro per trovarli tutti. Li vediamo continuamente pubblicare video in cui ostentano lusso, feste, auto e case. Ci sbeffeggiano e non vengono mai bloccati», sostiene.

Poli ricorda inoltre che il proprio profilo TikTok, utilizzato in passato per documentare l’attività dei borseggiatori, era stato chiuso due anni fa. «Io volevo riprendere la loro attività e sono stata bloccata, mentre loro sono liberi di fare ciò che vogliono. Mi auguro che le indagini proseguano con la massima determinazione», conclude.

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